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io la cagione! Ma cascarmi così, per niente, per niente, addirittura per niente, gratuitamente, nemmanco per un centesimo! Orsù; no, non può essere, — soggiunse dopo aver riflettuto: — è incredibile che un naso caschi così; di tutte le maniere, questa è la più inverosimile. Certo, io sogno, o, semplicemente, me lo figuro; può darsi benissimo ch’io abbia bevuto, invece di acqua, l’acquavite con la quale mi lavo le guancie dopo d’essermi raso. Quello sciocco d’Ivan non me l’avrà tolta di mano, e, certamente io l’ho inghiottita.

Per assicurarsi con certezza di non esser briaco, il maggiore si pizzicò così forte, che pel dolore gettò un grido. Questa ferita lo persuase affatto ch’era vivo davvero, e davvero operava sul serio. Si avvicinò pian piano allo specchio, battendo le palpebre sulle prime, e sperando che il naso comparirebbe al suo posto; ma indietreggiò subito d’un salto, esclamando: «Che caricatura!».

La cosa diventava assolutamente incomprensibile: fosse scomparso un bottone, un cucchiaio d’argento, un orologio o qualcosa di simile, meno male; ma scomparire il naso...! E a chi, poi?... E nella stessa casa!... Il maggiore Kovalev, passando in rassegna tutte le vicende del caso, penso che a occhio e croce, la causa più certa doveva esser, nè altra c’era, la moglie dell’ufficiale superiore signora Podtocina, che desiderava fargli sposare la figlia. Egli si compiaceva bensì di corteggiare costei; ma eludeva sempre una conclusione finale. Quando la signora gli dichiarava apertamente di volergliela dare, egli indietreggiava a poco a poco, con molta cortesia, dicendo di esser ancora giovine, di dover servire ancora cinque anni, di aver appena giusto quarantadue anni.

Appunto per ciò la moglie dell’ufficiale superiore, a vendicarsi, si era indotta a deformarlo, e aveva dovuto pagar per tanto qualche vecchia strega, essendo impossibile che il naso, in una o in altra guisa, gli fosse stato tagliato altrimenti: nella sua stanza non lo aveva avvicinato alcuno; il barbiere Ivan Ivanovic lo avea raso il mercoledì, e durante tutto quel giorno e tutto il giovedì, aveva avuto il naso intatto: questo lui ricordava perfettamente; n’era sicuro; e poi dolore ne avrebbe sentito, e, senza dubbio, la ferita non si sarebbe cicatrizzata presto, non sarebbe rimasta piatta come....

Almanacccò in testa de’ disegni: intentare azione giu-