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NOVELLE 209

senza sporgenza alcuna. Spaventato, Kovalev si fece portar dell’acqua e si fregò gli occhi con l’asciugamano: davvero, il naso non c’era più. Si pose a tastar con la mano, si pizzicò per accertarsi di non dormire; ma, a quel che gli sembrava era proprio desto. L’assessore di collegio Kovalev saltò di botto, si scosse; sempre, niente naso! Comandò che gli portassero subito un abito, e corse dal gran maestro di polizia.

Intanto è necessario di dir qualche paroia su Kovalev, perchè il lettore possa vedere con qual genere di assessore di collegio egli abbia a fare.

Non si può paragonare gli assessori di collegio che devon questo grido ai loro diplomi con quelli che se lo son guadagnato al Caucaso. Son queste due sorti diverse e distinte. Gli assessori di collegio dell’ordine scientifico... ma qui mi taccio, giacchè la Russia è un paese tanto curioso che se si dica cosa alcuna d’un assessore di collegio... tutti gli assessori di collegio, da Riga al Kram calka, se la prendono per sè. Ed è la cosa per le funzioni tutte e per tutti i gradi.

Kovalev era assessore di collegio del Caucaso. Da due anni soltanto occupava quel grado, e non se ne dimenticava neppure per un minuto; anzi, per darsi aria di maggiore importanza e gravità, lui non si chiamava mai da sè semplicemente assessore di collegio, ma sempre maggiore. «Senti, colomba», soleva dire, incontrando per la via una venditrice di camicie: «Va da me a casa; io abito nella Sadovaja1; domanda pure: — Abita qui il maggiore Iakovlevic? — Tutti te la insegneranno». Se adocchiava qualche leggiadra bellezza, le susurrava qualche parolina: «Tu non devi chiedere altro che del maggiore Kovalev, e trovi subito, carina, la mia casa». E però, d’ora innanzi, noi lo chiameremo maggiore. Il maggiore Kovalev aveva l’abitudine di far un giretto quotidiano sulla Prospettiva della Nevà. Il colletto della sua camicia era sempre nitidamente bianco, bene inamidato. Tali erano i suoi favoriti che se ne vedon tuttavia portare dagli agenti del catasto nelle provincie e distretti, dagli architetti e medici militari, da tutti quelli che occupano impieghi, e,

  1. Grande via di Pietroburgo, come la Prospettiva della Nevà, ancora più grande.