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Egli scòrse l’audace Erath sul lido; l’afferrò e lo attorcigliò ad una quercia, e gli strinse forte le reni: il prigioniero sentì acuta la fascia, e mandò urli di dolore in mezzo ai venti.

Arindal fendea le onde nel navicello per ricondurre in salvo Daura, la sorella sua. Apparve Armar, nel suo furore, e liberò la sua freccia dalle grigie piume: rombò la freccia e s’infisse nel tuo cuore, o Arindal, figlio mio! Tu peristi in causa d’Erath, il traditore. Il remo sosta ad un tratto: egli agonizzò sulla roccia, e s’estinse. Qual fu il tuo dolore, o Daura, alloruqando ai tuoi piedi corse il sangue del tuo fratello!

Il navicello si ruppe: Armar gittossi in mare a salvar la sua Daura, o morire. Venne l’onda,