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384 werther.

Ma egli cadde, e suo padre gemeva, e gli occhi della sorella nuotavano nella lagrime: gli occhi di Minona, la sorella dell’inclito Morar. Ella si ritrasse dinanzi al canto di Ullino, come la luna si ritrae nell’occidente, tuffando il capo nelle nubi, allorchè presente l’accostarsi della procella. — Io presi l’arpa, e con Ullino intuonammo la canzone del dolore.»


rino.


«Passato è il vento e la piova: il meriggio è sereno, le nuvole si diradano. Attraverso i verdi clivi fugge il sole incostante. Le acque della montagna calano vermiglie nella petrosa valle. Dolce è il tuo murmure, o torrente; ma più dolce è la voce ch’io odo: la voce