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credo oggimai d’essermi avvezzato a questo pensiero — che pur finirà a rendermi frenetico, ad ammazzarmi. E la sua amicizia verso di me, ch’è ella mai stata? Non vede egli, nella mia devozione a Carlotta, un’invasione de’ suoi diritti? Nelle mie attenzioni per lei un silenzioso rimprovero? Oh! io mel so: io so lo sento: egli mi guardo con occhio bieco — egli desidera ch’io m’allontani — la mia presenza gli è grave.»


Sovente egli studiava il passo, e si soffermava anche sovente, come s’ei meditasse di retrocedere, ma pur proseguiva sempre, tanto che, tra questi pensieri e questi soliloqui, s’era trovato all’impensata, e quasi a malincuore, al casino da caccia.