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base, con una sala circolare nel centro, la quale riceve luce dall’alto. Vi si sale dalle quattro parti per mezzo di ampie gradinate, le quali portano ad altrettanti peristili, formati da sei colonne di ordine corinzio. Lo spazio occupato dalle gradinate, e dai peristili è maggiore di quello del resto dell’edificio, il quale, in tutti quattro i lati porge l’aspetto di un tempio. Nell’interno questo a tutto rigore si potrebbe dire abitabile, non però fatto per essere abitato. La sala è delle più belle proporzioni, come parimenti le stanze; ma il tutto basterebbe a stento per residenza estiva di una famiglia distinta. È grande la varietà di aspetto che porge il complesso dell’edificio, colle tre colonne sul primo piano; si gode da quell’altura vista stupenda delle contrade circostanti, ed il fondatore dell’edificio, il quale volle ad un tempo istituire un fedecomesso, ed un ricordo visibile della sua sostanza, raggiunse pienamente il suo scopo. E nella stessa guisa che oggi la Rotonda appare in tutta la sua splendidezza, da ogni punto delle campagne fra cui sorge, si gode da quella, vista piacevolissima di queste. Si scorgono il corso del Bacchiglione, le barche le quali scendendo da Verona si avviano verso la Brenta, e le ampie possessioni che il marchese Capra volle rendere inalienabili nella sua famiglia. L’iscrizione dei frontoni dei quattro lati, che forma un complesso, merita per dir vero di essere riprodotta

Marcus Capra Gabrielis filius
qui ædes has
arctissimo primogenituræ gradui subiecit
una cum ommnibus
censibus agris vallibus et collibus
citra viam magnam
memoria perpetua mandans hæc
dum sustinet ac abstinet.

La chiusa è abbastanza curiosa; un uomo possessore di cotanto larga sostanza, esprime l’idea che deve pure sof-