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suadermi, che la cosa sta così. Ora io tengo presenti davanti alla mente tutta quella spiaggia, tutti quei promontori, tutti quei golfi, tutti quei seni, quelle isole, quegl’istmi, quelle rupi, quelle spiaggie arenose, quelle colline imboschite, quei pascoli in dolce pendio, quei campi fertili, quegli ameni giardini, quegli alberi ben tenuti, quegli scogli, quelle caverne che ad ogni tratto, ad ogni ora mutano di aspetto; ora soltanto posso dire che l’Odissea è diventata per me parola, la quale ha vita.

Ti devo poi confidare che io sono vicinissimo a scoprire il segreto della generazione delle piante, non che della loro organizzazione, e che la cosa si è la più semplice che si possa immaginare. Si possono pure fare le più belle osservazioni sulla superficie del globo. Ho scoperto in modo evidente, e tale da escludere ogni dubbio, il punto principale dove si nasconde il germe; scorgo pure in complesso tutto il resto, e non ho d’uopo più che di formarmi idea più precisa di alcuni particolari. La pianta originaria dovrà essere la creazione più meravigliosa del mondo, e per questo la natura stessa mi dovrà portare invidia.

Per mezzo di questo tipo, e della chiave, ovvero formola, si potranno scoprire piante in numero infinito, e la conseguenza sarà, che anche quelle le quali non esistono, potrebbero però esistere e non essere già per avventura creazioni poetiche, ovvero pittoriche; non già ombre, ma bensì cose vere e reali. E la stessa legge si potrebbe applicare a tutto quanto ha vita al mondo.


Napoli, il 17 maggio 1787.

Tischbein, il quale intanto ha fatto ritorno a Roma, lavorò per noi in questo frattempo, come ebbimo gia occasione di rilevare, in modo che quasi non ci dovremo accorgere della sua assenza. Sembra abbia ispirata a tutti gli amici che tiene qui tanta confidenza in noi, che tutti