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quasi vaneggiando, la grandezza del contrasto a cui mi trovavo in presenza. Il bello qui si trova accanto all’orribile; l’orribile accanto al bello; e tanto l’uno quanto l’altro, eccitano l’imaginazione, esercitano un fascino, e per certo che i Napoletani sarebbero popolo diverso, se non si trovassero cacciati a questo modo, fra Iddio e Satana.


Napoli, il 22 marzo 1787.

Se io non fossi spinto dall’indole tedesca, e dal desiderio di apprendere piuttosto e di operare, anzichè di godere, io mi tratterrei alcun tempo ancora in questo suolo, del vivere facile e piacevole, e cercherei trarne profitto. Dovrebbe pur essere un gran piacere lo stare qui, quando vi si possedesse una casa alquanto confortevole, e vi si potesse ordinare il proprio tenore di vita. Non si potrebbero mai lodare abbastanza la posizione della città, la mitezza del clima, se non chè, queste due cose sono pressochè le sole, le quali siano a disposizione dei forastieri.

Per dir vero chi abbia tempo, danaro, e sappia spenderli bene, può fare qui bella e buona vita. Hamilton, a cagione di esempio, seppe procurarsi un’esistenza piace vole, e se la gode, ora che la sua vita volge al tramonto. Il suo quartiere, che dispose ed arredò alla foggia d’Inghilterra, è graziosissimo, e la vista specialmente che gode da una camera di angolo, è forse unica al mondo. Vede il mare, in lontananza Capri, a destra Posilippo, più vicino la passeggiata della Villa reale; a sinistra un antico convento di gesuiti, e più lontano la riviera, da Sorrento al Capo Minerva. Credo sarebbe difficile rinvenire in Europa altra vista uguale, per lo meno al centro di città vasta e popolata.

Hamilton è uomo dotato di gusto squisito, e dopo avere vagato in tutti i regni del creato, ha finito per rinvenire il capo d’opera della creazione, in una bellissima giovane.

Intanto, in mezzo a tutti questi piaceri, le sirene mi allettano a portarmi al di là del mare, e se il vento vorrà