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avrà occasione di riprodurre figure dal vero. Ha fatto poi lo schizzo, pieno di vita, di una battaglia, nella quale due corpi di cavalleria si attaccano con vera furia, in un terreno attraversato da un profondo burrone, che i cavalli durano la più grande fatica a superare. Non havvi luogo in quella composizione a pensare alla difesa. Rappresenta unicamente la furia dell’attacco, l’energia della risoluzione; il burrone superato, ovvero la caduta in quello, dei cavalli e dei cavalieri. Questo quadro gli darà occasione di rivelare la cognizione ch’egli possiede dei cavalli, de’ quali ha studiato a fondo le forme, ed i movimenti.

Egli desidererebbe di rannodare quei disegni e vari altri ad un poema, il quale valesse a darne la spiegazione, mentre riceverebbe questo a sua volta maggiore importanza ed attrattiva dai disegni. L’idea è felice; se non che, per tradurla in atto, converrebbe vivere assieme parecchi anni.


Il 7 novembre.

Finora non ho visto che una volta sola le loggie di Rafaello, e la scuola d’Atene, la qual cosa sarebbe quanto il volere studiare Omero, in un manoscritto monco e difettoso. Al primo aspetto non procurano soddisfazione completa; è d’uopo studiarle a lungo, osservarle attentamente, per potere apprezzare quelle opere in ogni loro parte. Le pitture meglio conservate sono quelle delle volte delle loggie, le quali rappresentano fatti della bibbia. Poche per dir vero sono opera propriamente di Rafaello; la massima parte venne eseguita sopra i suoi disegni, e sotto la sua direzione, ma quelle volte lo furono a dovere, e paiono dipinte ieri.


Il 7 novembre.

Nella mia gioventù ho nudrito parecchie volte il desiderio di potere fare il viaggio d’Italia con un uomo colto,