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la frusta teatrale 49

«Pesa su di noi la minaccia di un tempo burrascoso. questa è la tormentata logica alla luce della quale dobbiamo intendere la personalità di Ellida; ma, pare ormai chiaro, con questa logica è contradditoria la soluzione. Con accorto divisamento raccoglieremo i sognati impeti drammatici entro più indulgente orizzonte: forse basterà restarsi paghi di conosciute seduzioni descrittive.


III


La Duse ha pensato tutta la tragedia intorno ad Ellida; e le ha tolto in una prudente riduzione quei falsi atteggiamenti di Nora e di Valchiria che Ibsen vi aveva lasciati come residui. Ha immaginato, nell’atmosfera modestamente descrittiva, quattro momenti psicologicamente sempre più complessi; e, conscia di non dover giungere ad una soluzione che in Ibsen non c’è, ha vissuto in quattro sviluppi distinti la donna del mare, la donna che aspira alla libertà selvaggia ed ha paura di tutto ciò che la trattiene e la ferma. Nel primo atto lo stato d’animo prevalente è di tetra attesa disincantata; nel secondo deve succedere all’attesa l’ansia suggerita dall’illusione della libertà che Ellida vive gioiosamente ripensando con esaltazione i motivi idillici e descrittivi che una volta in riva al mare l’hanno commossa. Nel terzo atto la libertà sconfinata è soffocata da un lieve momento riflessivo, che nella Duse meglio che riflessione si direbbe presentimento, quasi un rimpianto inesorabile di fronte alla seduzione che bisognerà condannare. E finalmente l’evoluzione ultima di questo sentimento, intravvisto nella conclusione del


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