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motivo iniziale è autobiografico, ma di un autobiografia profonda che quasi si mescola alla tragedia. Nella vendetta egli confonde sè coi nemici, guarda le cose dall’alto: il suo ultimo sforzo di comicità e di serenità, realizzato proprio alla vigilia della morte, e quasi come satira della sua morte, trova la libertà e la serietà di elaborazione di una conscia ed eroica contemplazione di suicidio. Andreina Rossi conservò limpidamente il tono generale di scherzoso artificio, superando, con qualche sfumatura di ingenuità, una difficile prova. Armando Rossi si volle avvicinare a un tono più accessibile di parodia, a cui il pubblico si divertì moltissimo. La cronaca registra un grande successo.

La sorridente signora Beudet di Denys Amiel e di Andre’ Obey (3 ottobre 1922):

«Io non sono Emma Bovary, sono la signora Beudet», confessa e teorizza la nuova eroina parigina. Ma la sua ricerca di fonti è piuttosto sommaria e affrettata. Maddalena Beudet ci parrebbe talvolta una Hedda Gabler diventata, in un nuovo processo d’ascesi sentimentale, Rita Almers, quasi si volesse dire una Hjordis purificata, in cui l’istinto selvaggio si sia commosso alla vicinanza di Dagny. Ma basta suggerire questi titoli perchè si avverta alterato il senso delle proporzioni.

Maddalena Beudet sarebbe, ahimè, una Hedda che si teorizza; una creatura riflessa, sino allo sforzo, patologica perchè contradditoriamente maturata. 11 motivo centrale della sua filosofia modernissima «da un attimo può dipendere tutta la vita» si esprime in una frammentaria tensione nervosa che spiega ma non salva la forma per-