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GLI SPOSI PROMESSI terribile celerità,1 è incredibile 2 l’influenza che hanno avuta in essi3 queste opinioni cosi leggermente ricevute:4 le più inverisimili son divenute spesso norma infallibile, impulso potente di condotta e di azioni:5 effetti terribili di cause immaginarie,0 furono poi cagioni di7 azione pur terribile * vasta, e prolungata. Su questa corrività non posso tratte¬nermi dal trascrivere alcune parole d’oro 9 da un libro d’un10 uomo singolarmente osservatore, il quale si trovò ravvolto in avvenimenti d’una terribile complicatezza: « Si je ne l'avois pas vu moi-mème, et plusieurs fois, je ne le croirois pas; il a été fait par des hommes de bieìi à des hommes atroces, des inculpations qui n’étoient ni vraies ni vraisemblables.» “ Tornando al nostro proposito v’ebbe pure alcuni 12 i quali pensarono, e dissero che tutto quel- l’infaidamento 13 doveva essere una burla; e l’attribuirono a scolari dello studio di Pavia. Ma questa opinione non fece presa:14 quella, che supponeva una intenzione più rea, una intenzione atroce, era troppo 15 conforme alle altre idee dell’universale; e del resto nelle grandi sciagure gl’inge¬gni 10 si pascono volentieri di17 supposizioni orribili. Quegli, che 18 opinavano per la burla, non osarono troppo insistere, per non esser presi essi stessi in sospetto di complici o di fautori dell’attentato. Dal non credere un delitto all’ap- provarlo, il salto è grande; ma la logica 20 delle passioni è agile, e sa farne senza difficoltà anche dei maggiori.21 II suo modo di procedere, in questo caso, è tale.22 Quando 23 a persone, inebbriate d’odio e di indegnazione contra24 il 25 supposto autore d’una grande iniquità contra il publico, voi negate che quegli20 ne sia27 colpevole, l’idea, che rimane nei vostri uditori, è che voi28 intendete di scusarlo. Ora 29 nelle menti loro, atrocità del delitto,30 certezza del delitto, reità31 del tale o dei tali sono idee affatto indivisibili; e quin¬ 1 è incre — 2 [l’influenza che ha avuta] l’influenza che que — di — 4 [effetti terribil] come sieno divenute — 1 e come da effetti — 1 sono spesse volte divenuti — 7 una — 8 lunga, e troppo reale — che si trovano in un libro [scritto] d’un — 10 uomo — 11 In mezzo — 12 che — 13 era stato fatto per burla, e (parola illeggibile) giacché 1 — 14 nella — l:' in armonia — 16 sono contenti — 17 supposi — 18 crede¬vano che — e quella opinione — 20 [comune] comune era agile in quei tempi —21 Ecco il — 22 Qua — 23 a persone — 24 un tale — 26 creduto — 26 sia reo — 27 reo — 2S volete —20 nei loro cervelli — 30 realtà — 31 di quello o di quelli

CAPITOLO IV - TOMO IV. • 673 di 1 scusare la persona è per essi scusare la cosa. Scusare poi, approvare, favorire, esser complice, esser capo sono 2 salterelli, che la logica fa quasi senza avvedersene. _ 3 Ma * ciò che reca maraviglia anche a chi, avendo letti j libri di quel tempo,5 ha potuto avvezzarsi al ragionare dei loro autori,6 si è l’udire taluno di quei medici stessi, che 7 avevano sostenuto, insegnato, 8 osservato alla giornata come il contatto1' trasmettesse e diffondesse rapidamente la peste:10 udirli, dico, poi attribuirne la diffusione alle unzioni. Ai 19 di Maggio, il tribunale della sanità con publica grida, of¬ferse premio ed impunità a chi rivelasse gli autori delle unzioni. Altre consimili furono poi pubblicate d’ordine del governatore e del senato. In mezzo alle suspicioni, ai furori, alle accuse avventate e crudeli, in mezzo pure alla licenza, che né le sventure, né le ire avevano frenata, sorse una smania generale di pla¬care la collera di Dio 13 con una processione publica, nella quale si portasse per la città 13 il corpo di San Carlo. II Vicario e i dodici di Provvisione, i sessanta decurioni fe¬cero di ciò richiesta al Cardinal Federigo; il quale ricusò da prima,11 adducendo motivi, che da un tal labbro pare che dovessero portare la persuasione; ma talvolta 16 la ra¬gionevolezza, o l’opportunità delle parole toglie ogni forza anche alla autorità.16 Allegava,17 l’uomo savio, che il popolo