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GLI SPOSI PROMESSI / ■ - J che era K rimasta infeconda, 2 mise radici, si svolse, frutti¬ficò, come un germe maligno 3 profondamente sepolto, 4 se il vomero Io solleva, e Io appressa alla superficie del’ ter¬reno. Unguenti, polveri, comete, malie, trame, congressi * demonio, erano 6 le parole che tornavano in tutti i discorsi' 7 Si venne tosto a sapere che il demonio aveva pigliata a pigione una casa in Milano: si disegnava il quartiere, si ripeteva il nome del locatore. Che più? Un uomo, e si 8 di¬ceva chi, fermatosi un giorno su la piazza del duomo, aveva veduto giungere in carrozza, a tiro sei 9 con gran corteggio un gran signore, 10 col vólto fosco ed abbronzato, 11 cogli oc¬chi infiammati, coi capegli ritti, col labro superiore teso alla minaccia: 12 un viso insomma 13 di quei, che il buon mi¬lanese non aveva mai veduti. Mentre questi guatava, 14 j| cocchio era ristato,- e a colui fatto invito di salire: ,r> egli aveva condisceso; 16 e, dopo un certo giro, il cocchio s’era fermato a quella tal casa, ed ivi egli era smontato con £»|j altri.17 La casa era degna del fittajuolo: andirivieni,18 deserti, luce, tenebre, 19 là solitudine, qui larve sedute a consiglio, amenità di giardini, e orrore di caverne. Quivi al galan¬ 1 stata profo —2come un germe maligno profondamente [sotterrato,! sepolto dissotterrata ora, coltivata si sviluppò — 3 (profonda] da prò —

  • [aj cui il vpmero sollevi alla superficie presso — 5 [Francesi,] Fran --

6 gli argoménti dei discorsi — 711 sospetto errante ed incerto al primo momento si determinava poi a varie certezze, [secondo i pregiudizi la gente] secondo che i pregiudi (lacuna) giacché [se] la moltitudine si accontenta bensi dell’indeterminato nei ragionamenti, ma nei fatti vuole il positivo, e lo vuol tosto I [Era quindi evidente per alcuni che] Per alcuni il capo degli untori, (il bisoapo fece allora creare il vocabolo) era senza dubbio il tal principe straniero che voleva far morire gli abitanti del ducato per impossessarsene ; per altri era il Cordova che voleva vendicarsi dei fischj e degli urli con che [il po¬polo lo aveva accomiatato nel suo partire] nel suo partire l’aveva accomiatato il popolo memore [di quanto] della fame durata nel suo governo : [per altri erano i tali nobili ambiziosi, per altri i tali j per altri la lega era composta di tali nobili ambiziosi ; per altri] per al¬tri il tal nobile ambizioso, per altri il tale disperato. Si citavano fatti ; si sapeva che il demonio aveva pigliata a pigione una casa in Milano, [si nomi] si disegnava il quartiere, si — 8 conosceva un uomo — 9 (sic) un gran signore — 10 [con fronte] di fronte fosca — 11 nell’a spetto — 12 [un aspetto insomma| una faccia — 13 [quale egli j il buon) di quelle — 14 [il cocchio ristette) ristette il cocchio, e quegli fu invi¬tato — *5 l’aveva egli accettato — 16 perché — 17 Ivi — ,s caverne — 19 deserti, qui

CAPITOLO IV - TOMO IV. 669 tuomo erano stati mostrati 1 grandi tesori, e promessi, se volesse servire a quel signore nella grande impresa, ch’egli macchinava. Ma il galantuomo, avendo ricusato, era stato rimesso nel cocchio, e ricondotto alla piazza del duomo. Questa storia non fu soltanto creduta in Milano, dov’era nata, ma si diffuse per tutta Europa; e in Germania se ne incise un disegno. * L’arcivescovo elettore di Magouza chie¬se per lettera al cardinale Federigo Borromeo che fossero tutti 3 codesti portenti che si narravano di Milano: il buon cardinale * rispose che erano sogni 5 e delirj. Quand’ecco, il mattino del0 17 maggio, i primi che usci¬rono di casa alle loro faccende, videro le muraglie ’ sparse di macchie viscide, giallastre,8 ineguali, come impresse ‘ da spugne lanciate; le porte pure 10 imbrattate della stessa materia, e intrisi i martelli. Per quanto sia da diffidare delle*‘ affermazioni di quel tempo, questo fatto12 però sembra indubitabile;13 giacché14 i contemporanei lo riferiscono come testimoni di veduta, e nessuno lo pone in dubbio; e fra 15 que’ testimoni si trova il Ripamonti, il quale non poteva essere illuso dalla prevenzione, poiché 18 da tutte le sue pa¬role traspare chiaramente ch’egli non 11 partecipava 18 alla persuasione comune.19 D’altronde è ovvia una spiegazione naturale di quel fatto. *° ' V’ha in ogni tempo degli uomi¬ni, 21 pei quali il terrore publico è un22 divertimento, e 1 e promessi — 2 L’Ar — 5 questi — 4 gli rispose — r' e delirj — « giorno 22 [d’Aprile] aprile — 7 le porte, i mart — * ine¬guali, come — ,J per mezzo di [spugne] spugne ; i martelli delle porte ne erano | le porte pure | le imposte delle — 10 cosparse " [relazioni di] testimonianze — 12 però se — 13 giacché — 14 tutti [attestano] affermano d’averlo veduto, e nessuno lo pone in dub¬bio