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644 OLI SPOSI PROMESSI gavano ad arbitrio le quarantene,1 intimavano la qualità di sospetti, e le conseguenze di questa qualità coi più vani pretesti a chi conveniva loro; * e il solo mezzo d’uscire da quegli artigli era di ugnerli, come si dice. 3 Queste vessazioni crescevano il malcontento 4 e i cla¬mori: 5 di tutto si dava cagione al tribunale, e alla opinione ? che vi fosse la peste ; giacché, tolta questa opinione, sa¬rebbero necessariamente cessati1 colle prescrizioni di cau¬tela, gl’incomodi e gli abusi di quelle. * Ormai chi avesse voluto parlar seriamente di peste sarebbe stato accolto non più con 9 risate, ma con minacce e con insulti ; quei111 me¬dici, che lo ardivano, erano nominati, notati, mostrati a dito come pubblici nemici. Sa il cielo quante quei poveri galantuomini avranno dovuto ingozzarne; le quali sono sepolte nell’obblio con chi le ha fatte e con chi le ha patite. Uno di quei casi però parve ai contemporanei degno d’esser tramandato ai po¬steri, 11 e in servizio di quei posteri, che forse non l’avessero mai inteso, Io racconteremo di nuovo anche noi. Ludovico Settala era generalmente riputato il primo me¬dico del suo tempo in Lombardia; e questa riputazione gli è conservata tuttora da coloro, che sono in caso d’a¬vere una opinione ragionata su questo fatto. Oltre questa superiorità di dottrina, era egli celebrato e venerato per bontà di costumi, per12 uno grande zelo e per un gran di¬sinteresse i3 e beneficenza nell’esercizio della sua professione. 14 Vecchio venerabile, autore di molte opere 15 la più parte latine, lodato dagli esteri, uomo che per amore del luogo natale aveva rifiutati gl’inviti splendidi del duca di Baviera, del granduca di Toscana,16 del Cardinal11 legato di Bologna, dei signori veneziani, protofisico,18 lettore di filosofia, egli avrebbe potuto slanciare impunemente, anzi con applauso 1 davano il nome di | intimavano la qualità di sospetti, e di | chiamavano sospetti, | e sospetti | di sospetti quelli e int — 2 [e da e per redimersi da que] e per uscire [dai loro] da quegli artigli, [conve] era necessario ugnerli, come si dice — 3 [Queste vessazioni (lacuna) Tante vessazioni — 4 e il clamore del p — 5 già — 0 di col — : gl’incomodi e gli abusi dei — * La stizza era tale che — “ischerni — 10 pochi — 11 [e noi crediamo] e se mai [vi fosse] v’avesse qual¬che postero che non lo avesse mai inteso; eh I e per comodo — 12 un grande — 13 singolari — 14 Vecchio | Di più — latine — 16 del — 17 del — professore di filo

CAPITOLO III - TOMO IV. 645 qualunque sproposito.1 Ma egli abusò di tanta popolarità:2 volle dire una cosa vera, che importava a tutti, e che nessuno voleva intendere; e ne fu severamente punito. La popolarità e il favore si cangiò in avversione. Egli, il primo a denuncia¬re la peste, 3 aveva sempre persistito nel4 proporre provve¬dimenti, aveva messa ogni cura nel farli eseguire; e,5 più sicuro degli altri per una lunga abitudine di autorità, aveva sempre predicato, in ogni occasione e con chi che sia, che pur troppo 6 il male era certo,7 e che l’ostinarsi a negarlo,8 non poteva fare altro che 9 dargli più 10 campò a dilatarsi. Un giorno sul finire del Marzo 1630,“ appunto quando il contagio, che aveva lentamente serpeggiato nel verno, comin¬ciava 12 a mostrarsi più frequente,13 essendo il buon vecchio portato in lettiga a visitare suoi malati, 14 cominciarono al¬cuni del popolo a seguirlo nella via, a mostrarlo agli altri, a 16 sussurrargli intorno. Si fece folla, e allora si cominciò a gridare 10 più chiaramente:17 « è il capo della lega: è quegli che 18 vorrebbe che ci fosse la peste: per sostenere il suo puntiglio:49 per far lavorare i suoi medici impostori. Uh! Uh !20 È quegli che mette la paura in corpo alla gente con quel suo cipiglio aggrondato, con quella sua barbaccia. L’a¬mico della peste: il protettore del contagio. Uh! Uh ! É ora di finirla: Si vorrebbe insegnargli a spaventare tutta una città colle sue imposture. » 21 I lettighieri, vedendo la mala parata, approfittarono della vicinanza d’una casa conoscente del loro padrone, e ve lo portarono in salvo da quel tumulto, da quello sdegno, che 22 minacciava di diventar furore:23 ivi 2‘il vecchio dovette25 rifugiarsi, come un26 omicida, per avere avuto ragione,27 e voluto far del bene.