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conta come un Carlo Colonna,1 sonatore di liuto, che di¬morava sotto quel tetto, s’ammalò ben tosto, e, visitato da lui, mori in breve spazio con tutti i segnali del contagio. Tutti gl’inquilini di quella casa furono allora mandati al lazzeretto. Ma dall’arrivo del Lovato erano già corsi forse venticinque giorni, nei quali2 i parenti, i vicini,5 che ave¬vano praticato con lui, avevano praticato pure con altri senza 4 sospetto e senza riguardo. Furono ricercate tutte le robe del Lovato e del Colonna; e fatte ardere quelle, che si poterono rinvenire. Ma una gran parte era stata trafugata, dispersa, nascosta,5 con quella destrezza, con quella6 dili¬genza, che tutti noi figli d’Adamo sappiamo mettere nel far male a noi stessi. I conservatori della sanità lo riseppero da una donna, che si moriva7 per avere avuto di quella abilità; e non poterono fare altro che concepire 8 un gran1' sospetto per l’avvenire.10 Ben presto11 ogni più tristo sospetto cominciò ad avverarsi: la più parte dei sequestrati nel laz¬zeretto 14 s’infermarono, e tutti coi medesimi tremendi se¬gnali ; e moltiia di essi14 morivano in poco d'ora.16 Lo stesso accadeva di quando in quando in varj quartieri della città, 0 per comunicazioni avute colla gente di quella casa fune¬sta, o per nuovo arrivare d’uomini IB dalle parti del conta¬do, dove la peste era più diffusa. Ma le nuove 17 di quegli accidenti giungevano 18 al tribunale, tarde per lo più, incerte, contraddette. Il terrore del lazzeretto aguzzava tutti gl’in-gegni, e faceva sormontare ogni altro terrore: si dissimu¬lavano 19 gli ammalati, si occultavano i cadaveri,S(' si procu¬ravano 21 false attestazioni. Quegli poi che avevano ottenuto bondante ; giacché egli stesso racconta | il Tadino il quale racconta più tosto | immediatamente] il Tadino, ma la cautela fu piuttosto — 1 suonatore — 2 coloro che avevano — 3 che lo avevano accostato — 4 sosp — 5 con quella [accori] prontezza — [sollecitudine] cura che gli uomini sanno mettere [a farsi male] a far male a sé stessi | cura — ’ [per I in] per effetto di quella — * una — 0 paura — La paura crebbe quando si vide la più — “ il sospetto — 12 infermarsi — 13 morirne in poca — ,J morire in poco d'ora — [E | Intanto nella città | Intanto erano giunti nella città altri uomini dal contado | nella città altri nomini che avevano dei | da altre terre per dove i sol¬dati erano passati | era passata la soldatesca ; e a brevi intervalli in varj quartieri si sco | d | accadevano malattie straordinarie e morti] (lacuna) Lo stesso intanto accadeva [in varj quartieri dell] a brevi intervalli in varj — "> da quelle — 17 ne giungevano al — 18 alla S — *» la — 20 si corrompevano i subalterni della sanità — 21 al

CAPITOLO II! - TOMO IV. 639 l’intento di evitare il lazzeretto, o la quarantena in casa, e di conservare le robe dei congiunti o degli ospiti loro, ca¬devano poi talvolta repentinamente nelle vie, nelle chiese, soprappresi dalla peste, e manifestavano in se stessi il ma¬lore, che insensatamente avevano voluto nascondere in altri. Il tribunale, avvertito, faceva portare gl’infermi e i sospetti al lazzeretto, e sequestrare gli altri nelle case. 1 Ma lo schiamazzare che si faceva contra quel tribunale non è da dirsi: ' i suoi atti erano oggetto di amara censura e di de¬risione;3 le persone oggetto di avversione e di4 disprezzo. A volerlo, ora dopo due secoli, giudicare con discrezione, bisogna 5 vedere ciò ch’esso poteva fare per distornare 6 la peste, o per diminuirne il guasto,7 e ciò che fece. Ora, prima di tutto è cosa troppo evidente che il tribunale della sanità non poteva impedire che entrasse la peste nello sta¬to, quando v’entrava un esercito, nel quale era appiccata. Fin da quando si seppe che la s calata di questo esercito era risoluta, quei poveri galantuomini, (e questo fu ve¬ramente un abbondare in cautela) rappresentarono al Sig.r D. Fernando Gonzalez di Cordova 9 la rovina, che in¬fallibilmente ne sarebbe venuta al paese; ma Don Fernando Gonzalez di Cordova rispose chiaramente che il fine politico, per cui si faceva passare quella truppa, importava più che non la sanità pubblica. Non parlò dunque con esattezza quel valentuomo, il quale in un libretto, per altro lodevolissimo,

  • ricercando le cagioni, M per cui quella peste fu tanto mici¬diale in Lombardia, nota per la prima: « una somma spen¬sieratezza nel lasciare indolentemente entrare nella patria « la pestilenza; » e fa nascere questa spensieratezza: « dalla « ignoranza e dalla sicurezza nei loro errori, che formò il

« [Ma lo schiamazzare che si faceva contra quel tribunale, con¬tra i medici in ispecie non è da dirsi. Certo le | i primi indugi e le esitazioni, | gl’indugi e le esitazioni da prima, e la scarsezza, l’in¬certezza dei provvedimenti da pri | furono tali, che] (lacuna) Ma lo schiamazzare che si faceva contra quel tribunale