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594 OLI SPOSI PROMESSI ranno la materia ulteriore del nostro racconto. Quei successi varii e moltiplici, si riducono a tre principali: fame, guerra è peste: lo dichiariamo sul bel principio, affinché quei lettori che amano cose allegre, possano gettar tosto il libro,e non 1 abbiano poi a lagnarsi di non essere stati avvisati in tempo Dopo la bella spedizione del giorno di San Martino, parve per qualche tempo che l’abbondanza invocata da una parte con tanti urli, promessa dall’altra con tanta sicurezza, fosse : venuta davvero.* 11 pane a quel modico prezzo che abbiam detto,3 e questa volta non per una ipotesi violenta, ma ‘ per un compenso, che i Decurioni coi denari della città avevano stabilito ai fornaj; i forni sempre ben provveduti: tutto sa¬rebbe andato bene, se le cose avessero potuto durare j cosi fino al raccolto;0 vale a dire se l’impossibile fosse divenuto possibile. È cosa istruttiva e curiosa l’osservare'1 per quali" modi i disegni assurdi vadano a male, le volontà insipienti sieno frustrate, notare i principi, i progressi, la varietà3 degli inciampi e delle resistenze; gli effetti non 10 premeditati nel disegno, e che nascono necessariamente ad impedire l’effetto voluto e promesso. Noi abbiamo fatte molte ricerche negli atti pubblici e nelle memorie “ degli scrittori, per tener dietro alla storia di quei provvedimenti annonari;'1 ma il filo, che a gran fatica abbiam potuto '* prendere da quella matassa scompigliata, appena ci ha condotti per un breve tratto, u'ci ha fatti1S raccapezzare gli effetti più pros- 1 aversi a lagnare — * Variante comparsa — • A margine, senza segno di richiamo: « 1628, 15 9bre : Grida che proibisce di compara* pane più del bisogno p. due giorni. | 26 9bre: Grida che proibisce lo schiamazzare ai forni ecc. 7 xbre 1828 (sic): Grida che jst) tassa il prezzo del risone a L. 12 per mantenere il pane misto di segale e di riso [al pr) ad un soldo p. 8 once. Pena a chi vende risone a maggior prezzo, la perdita del genere, più il valore di esso, e maggior pena pecuniaria [e] ed ancora corporale sino alla galera all’arbitrio di b. E. secondo la qualità dei casi e delle persone. Costretto chi ha risone più del bisogno a venderlo al sud.0 prezzo pel servizio pubblico, ed anco ai particolari. 15, xbre: Grida che proibisce portar pane fuori di Mi¬lano per più del valore di soldi venti. » — 3 |i forni sempre ben prov¬veduti) i forni sempre ben provveduti — 4 [compensati] compensando — 5 se non fosse stato un tentativo insensato d’un effetto impossibile — 6 ma questo era impossibile — 7 come — 8 mezzi vadano a male i disegni assurdi — y degli ostacoli, e degli inciampi, le consegu — 10 Variante antiveduti — 11 di quell’epoca per — ma meglio | la roita non — i3 avere — u. Ecco intanto quello che [abbiamo] risulta da autentici documenti | Ecco intanto — trovare

CAPITOLO I - TOMO IV. 595 simi.1 Ed eccoli quali risultano da autentici documenti. Quelli, che avevano s denari3 oltre il bisogno quotidiano, correvano in folla ai forni a comperar e ricomperare pane, ai mercati a comperar e a ricomperare farine, per farne provvigioni.* Appariva quindi manifestamente che il ribasso del prezzo, fatto ad intendimento di dare® pane ai poveri, tendeva invece a farlo tutto7 venire 8 in potere dei facoltosi. Grida dei 15 novembre, che proibisce il comperar pane e farine per più che il bisogno di due giorni., sotto 8 pene pecuniarie e corporali ad arbitrio di S. E.; ordine agli an¬ziani,10 intimazione a tutti di denunziare i contravventori; ordine ai giudici di fare perquisizioni per le case. “ Come si facciano denunzie e perquisizioni, è cosa '• facile da ca¬pirsi; ma quello che nessuno potrà capire davvero, né im¬maginare, si è come con questi13 mezzi si potesse colpire tanti contravventori da 14 impedire,