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APPENDICI 827 rarsi fin che un esercito francese non fosse calato in Italia; il papa animava gli amici, esortava i nemici, proponeva accomo¬damenti, d’entrare in guerra non ne voleva sapere. • Intanto il duca di Savoia condotto l’esercito nel Monferrato, ne aveva presa la sua parte e un po’ di quella del compagno. Don Gonzalo se ne rodeva, ma temendo, se faceva appena un po’ di scalpore, che il ducasi voltasse alla Francia, doveva chiu¬der l’occhio e far buon viso; e stava, stava, stava sotto Casale, dove trovava più resistenza che non aveva creduto e fatto cre¬dere. Un corpo francese assoldato de’ danari del duca di Nevers, e comandato dal marchese d’Uxelles tentò nell’agosto del 1628 di scendere in Italia, ma affrontato e malconcio da Cark) Ema¬nuele se ne tornò col capo rotto nel DelfinatQ, dove per mancan¬za di soldi si sbandò. Ma arrendutosi finalmente ai 30 di otto¬bre la Roccella, il cardinale di Richelieu propose nel consiglio l’impresa d’Italia, e che il re la conducesse in personà; e con quella sua forza d’eloquio tanto potente perché era l’espressione d’una gran forza di penetrazione di volontà, fé prevalere il par¬tito alle opposizioni della regina madre avversa al Nevers perché suo avverso nel tempo della reggenza, e di giunta, perché una figlia di lui piaceva al secondo figlio di lei Monsieur duca d’Or- leans al quale ella avrebbe voluto dare una principessa de’ Me¬dici sua famiglia paterna. Fatti i preparativi, il re e il cardinale alla testa d’un esercito si affacciarono in marzo all’Italia, chie- • sero il passo al duca di Savoia; si trattò; non si conchiuse; si venne alle mani; i francesi ebbero il vantaggio; si trattò di nuovo, e si fece una pace, nella quale il duca1 s’impegnò a dare il passo ai francesi per portarsi a liberar Casale se il Cordova non levasse spontaneamente l’assedio, nel qual caso s’impegnò 4d unire le sue forze a quelle del re per invadere il Mila¬nese: in compenso gli si manteneva una parte di ciò che aveva preso del Monferrato. Don Gonzalo obedf con quell’anima che si può presumere al nemico vincitore e all’amico mutato, ratificò l’accordo, mise le sue trombe nel sacco, e si levò da Casale. 1 Variante acconsenti*

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