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A* Ogni epoca letteraria ha’ un carattere generale suo proprio, una maniera, per dir cosf, che si fa scorgere a prima vista negli scrittori dozzinali, e2 dalla quale i più distinti e originali non vanno mai esenti del tutto. In Italia poi, spesso e forse ad ogni epoca, oltre la maniera generale3 v’ebbe in ciascuno Stato e principalmente in ciascuna città capitale una maniera particolare per dir cosf una sotto-maniera che era una modificazione di quella: ne riteneva alcuni caratteri e ne aveva altri suoi proprii. Erano come tante varietà d’una specie. Di tutte queste differenze si ponno trovare * ad ogni caso 5 molte cagioni nelle varie circo¬stanze dei diversi stati: una cagione comune6 è l’essere in cia¬scuno di essi adoperato nei discorsi un dialetto particolare anche tra le persone cólte. Ogni lingua, ogni dialetto oltre i segni d’idee per cosf dire semplici e che hanno segni sinonimi in ogni altra lingua, ha7 segni particolari, e ancor più frasi che8 espri¬mono un o accennano un giudizio0 o pongono la questione in un modo particolare. La moltitudine di questi10 vocaboli e di queste frasi particolari dà ad ogni dialetto un carattere, un colore suo proprio, e v’introduce una specie di criterio11 individuale.15

  • In fogli a parte con la prima stesura: (cancellato III, o II bis, e III), legati a un punto dell’ INTRODUZIONE, che comincia alla nostra pag. 4.

1 una — ! la — 8 [v’ebbe] dominò — 4 le molte cagioni — 5 le — e è la [differenza] varietà dei dialetti usati in quelli dall’origine della lingua [fino ad ora] fin ora e tuttavia — 7 frasi — 8 rap —9 o una posizione di questione — 10 segni — 11 comune in lutti i discorsi — 1! Se l’uomo che nelle occasioni più attive [ha parlato un] della