Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/156


746 OLI SPOSI PROMESSI umiliare dinanzi all’offeso: ho pianto con gli uni e con gli altri ; ma con te che posso fare ? » 1 Il suono di queste ultime voci era raddolcito, e l’aspetto del vecchio nel proferirle,2 pure di mezzo alla severità an¬nunziava una tenerezza pronta a scoppiare. «Ah gli perdono!» disse Fermo piangendo: «cosi Dio perdoni a me ! cosi possa io tornar qui a dirle che Lucia è viva, che Lucia vivrà.» 3«Vien qua» disse il padre, ripigliandolo per4 mano; e lo ricondusse nella capannuccia, e lo fece seder come prima presso di sé. Fermo stava tutto intento e commosso. Sai tu, »5 disse il padre, « perché io porto quest’abito ? » Fermo esitava: «Lo sai tu?» riprese il padre. «Lo so,» rispose Fermo. «Tu sai che questa mano ha ucciso!» «Si, ma un prepotente che l’aveva aizzato, tino di quei...» «Taci'» interruppe il frate. «Credi tu che se vi fosse stata una buona ragione, io non l’avrei trovata in quaran- t’anni ? perché, son quarantanni ch’io vi penso, e grazie a Dio, per quarantanni ne ho avuto dolore, e mi sono ac¬cusato :6 e ho pregato Dio che in segno del suo perdono eterno, Egli mi punisse in questa vita* che pigliasse la mia in sacrificio, come io aveva ardito disporre7 di quella d’un uomo; che mi facesse morire8, in servizio d’altrui ; e spero d’essere esaudito. Non creder tu ora dunque di poter con-solarmi : consolati piuttosto di essere tu in tempo a per¬donare :9 non ispender vane parole ; ascolta piuttosto le mie : v’è dentro il pensiero di10 tutta la mia vita, della men trista parte di essa. Sai tu. perché io ho ucciso? 11 Perché 12 v’era una cosa ch’io amava troppo. Si, fi¬gliuolo, ciò ch’io chiamava il mio onore, io lo amava ar¬dentemente, sopra ogni cosa, come avrei dovuto amar Dio. 1 se tu non perdoni da vero, e (lacuna) [E in queste ultime voci, mista alla | indignazione 1 severità] Il suono di queste ultime voci, [ilj era raddolcito, e l’aspetto del vecchio nel proferirle, annunziava un — 3 insieme con la severità — 3 E se lo trovi? domandò (lacuna) _ i la — disse i — B [Ma] Ascolta me piuttosto | Non creder tu ora — 1 del — 8 per — » [ascolta me,] di poterti pentire soltanto d’un pensiero; — 10 [tutta] mezza — 11 Perché [eral io era superbo, perché io amava quello che credeva il mio onore, [Po] lo amava — 12 io amava tro

Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/157

CAPITOLO VII - TOMO IV. 747 E quando la vita d’un uomo... gran Dio! la vita d’uno fatto a vostra immagine !1 si trovò in confronto col mio onore, io gliel’ho sagrificata. M’hai tu inteso I » Fermo tutto commosso, rispose ! sinceramente : « padre si. » In fatti egli intendeva qualche cosa di molto ragione¬vole, che 3 bisogna amar Dio sovra ogni cosa, e non ammaz¬zare. Ma l’intento di quel discorso non passava nel suo in¬telletto: l’uomo che esprime le fdee, che sono state per lui soggetto d’una lunga e ripetuta meditazione, è oscuro, senza volerlo, anche per gente più cólta che non fosse il nostro 4 giovane montanaro. — Il padre Cristoforo continuò: «Il mio affetto era stolto, e superbo : il tuo è ragionevole e buono;5 la mia passione non solo d’uomo furioso, ma di ragazzo stolido; perché che voleva io? che voleva io ad ogni costo? camminar rasente il muro, e non pigliare il mezzo della via ; e tu, tu pensi da uomo savio 6 a desiderare per tua compagna una di quelle donne, che il cielo destina come un premio ai buoni : quella che tu scegliesti, e che ti scelse. Ma il tuo affetto diventa ingiusto, diventa stolido com’era il mio, se tu non lo sottometti al volere di Colui, che solo può renderlo santo.7 E un tale amore,8 bada bene alle mie parole, un tale amore, quando8 tutto ti andasse a seconda, quando tu ot¬tenessi ciò che più desideri, un tale amore tosto, o tardi, più tosto che tardi, ti tornerebbe in amaro : come, io non lo so, ma 10 senza dubbio : e parlo dal tetto in giù. Or pensa che “ bel conforto avresti di questo amore,'* se, perduto ciò che te lo fa parer tanto dolce, non 13 te ne rimanesse che un odio, nessuna speranza che d’una vendetta, nessun frutto che un ornici...» «Non lo dica,» interruppe Fermo, come atterrito. 1 si — 2 sinceramente — 3 non — 4 povero — 5 io era non solo un uomo furioso, [ma un ragazzaccio povero ragazzaccio | ragazzo stolido a volere] ma un ragazzo stolido a volere ad ogni costo [a fare e patire qualunque cosa piuttosto per | di camminare . rasente il muro piuttosto che sco | tenere | prendere il mezzo della via] più tosto che prendere il mezzo della via, invece di camminar rasente il muro ; — 6 Parola illeggibile. — 7 e un amore quale era il tuo — 8 asco — 0 tutto — 10 certamente — 11 gioja ne verrebbe alla tua vita, se — 12 che tale frutto — 13 ti rimanesse altra spe¬ranza di accontentarlo in qualche modo, che con una vendetta, non p

Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/158

748 OLI SPOSI PROMESSI 1 « Rendi grazie a Dio, » riprese il padre, « che tu non abbi a pentirti che d’un pensiero. Ma il pentirsi del fatto... ah ! è ben amaro 1 E il non pentirsi è orrendo,8 orrendo più che non si possa comprendere in questa vita. Fermo ! eiuri tu il perdono ?» 3 4 «Ah! lo giuro,» rispose Fermo 5 in tuono solenne. . 0 « A chi giuri tu di perdonare?» « A quell’ uomo ...» « A chi ? » «Si, padre, a Don Rodrigo.» «Si, Fermo, a Don Rodrigo: è un nome che fu posto sul fonte della rigenerazione ad una creatura redenta col Sangue d’un Dio; è un nome che forse è scritto sul libro della vita ; perché Dio 7 perdona : guai a te, se non fosse ! » Dette queste parole, il vecchio stette pensoso un momento, "tenendo tuttavia la mano di Fermo; poi, abbandonatala, prese la sua sporta, ne trasse dal fondo un pezzo di pane arido e scolorato, lo mostrò a Fermo, e disse: « Vedi tu questo pane ? 10 Lo conservo da quarantanni ; l’ho mendicato nella casa di quello sventurato ... l’ho avuto dai suoi, come un pegno di pace, e di perdono. Ah !11 se avessi potuto prenderlo dalle sue mani ! Pren¬di, (e porse il pane a Fermo) conservalo ora tu :18 è il dono ch’io posso lasciarti per mia memoria. E se, come spero, Iddio ti vuol condurre per quella via,13 alla quale pare che Egli ti avesse chiamato, se tu sarai padre, mostra questo pane ai tuoi figli, conta loro la mia trista storia, di’ loro che preghino pel povero capuccino, che mori pentito. Saranno provocati, saranno offesi: di’ loro che perdonino sempre, sempre, tutto, tutto. Tu rimani a vivere in un i4 se¬colo doloroso: i giorni che noi veggiamo son cattivi; quei che si preparano, saranno peggiori : i figli16 dei provoca¬

  • Ebbene, rispose il padre (lacuna) Ringr —s più che non —3 a quest’uomo — 4 Lo giur — r' solennement — 0 Proferisci il suo nome, disse il padre — 7 è perdonatore — 8 senza — 8 spo — 10 È il dono ch’io voglio, ch’io posso lasciarti per mia memoria — 11 egli non poteva più — 12 come — 18che tu avevi intrapresa — 14 [tristo secolo; i tempi | i giorn | son | gli uomini.son tristi, e divengon peggiori: e i tempi che si preparano saranno più tristi | peggiori che questi'| tristi in cu | che noi veggiamo: | i tempi che si preparano saranno più tristi] i giorni son cattivi — 15 di questi che non veggiamo : i figli

Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/159

CAPITOLO VII - TOMO IV. 749 tori, dei superbi, dei violenti, lo saranno più dei padri loro: Gran Dio! questo flagello non corregge il mondo:1 è una grandine che percuote una vigna già maledetta: tanti grap¬poli abbatte; e quei che rimangono, son più tristi, più guasti di prima. Tu stesso, o Fermo, tu stesso, qui dove l’uomo non dovrebbe aver cuore che per la misericordia, tu odiavi ancora I » Fermo non disse nulla, ma il suo vólto esprimeva il pentimento.2 « Or va, » disse il padre alzandosi: « Iddio benedica le tue ricerche.» «Vuol dire, padre, ch’io la troverò?» richiese Fermo ansiosamente, come se parlasse ad un uomo che ne 3 potesse saper più di lui. « Cercala con perseveranza, » rispose il padre, « cercala con fiducia, e con rassegnazione. Iddio può fare che tu la trovi, ma non te l’ha promesso. Ti ha promesso di perdo¬nare tutti i tuoi falli, se tu perdoni a chi t’ha offeso; ti ha promesso di renderti felice per sempre al fine di questa vita, se tu osservi la sua legge. Non ti basta? Va e qua¬lunque sia 4 il fruttò della tua ricerca, vieni a darmene con¬tezza: noi ringrazieremo Dio insieme.» Cosi dicendo, egli pose le mani su le spalle di Fermo, e stette un momento colla faccia elevata in atto di preghiera e di benedizione. Poi staccandosi, disse: «Intanto io pregherò per voi ;5 assistendo a questi nostri fratelli, io pregherò per voi. » Fermo si prostrò ginocchioni stette un momento con le mani6 compresse al vólto, piangendo, e pregando; s’alzò, guardò intorno, usci dalla capanna, e si diresse alla 7 Chiesa, come gli aveva indicato il capuccino.8 Egli era scomparso, e andava cercando intorno dove fosse più bisogno 0 della sua assistenza. 1 è come una gragnuola — 2 Accanto a questa parola, come più avanti accanto a per voi segno verticale in margine, del Manzoni. — :i sapesse più di lui | po — 4 l’effetto — s servend — 0 strette — 7 parte che gli — 8 che [già] intanto era — 5 [del] dei suoi servigi

Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/160

CAP. Vili. Ail’intorno del picciolo tempio v’era un picciolo spazio sgombro di capanne; e Fermo, giungendovi, lo vide occupato da una folla distinta 1 in ragazzi, in donne, e in uomini, tutti composti! e in gran silenzio;3 fra il quale si * udiva di¬stintamente una voce alta ed oratoria, che veniva dal tempio. Questo,4 elevato d’alcuni gradi al disopra del0 suolo, non aveva allora altro sostegno che le colonne disposte in cir¬colo; nel mezzo v’era un altare, che si poteva vedere da tutti i punti del lazzeretto, per mezzo agli intercolunnj vuoti, che in oggi sono murati.7 Ritto su la predella dell’altare stava un 8 capuccino, alto della persona, fra la virilità e la vecchiezza: teneva con" la destra una croce posata 10 al suolo,11 che gli sopravvanzava il capo di tutto il traverso; e con l’altra mano accompagnava di gesti il discorso, che an¬dava facendo.12 Era questi il Padre Felice, sopraintendente del Lazzeretto. Fermo, giunto sull’orlo di quella adunanza, avrebbe voluto 13 avanzarsi14 a trascorrerla, e cercare ciò che gli stava a cuore; ma, senza contare un altro capuccino, che con un aspetto severo, anzi tanto burbero, quanto 15 quello dell’oratore era pietoso, stava ritto in mezze alla 16 brigata ■di — 2 e silenziosi — 3 dimodoché — 4 poteva —5 di forma rotonda, come si vede tuttavia, alzato dal livello del suolo [non aveva] era allora [un certo | come in raggi] con qualche gradino — 6 livello — 7 [Presso all’altare,] In gradi — 8 frate, tra la — ,J una mano una — sul suolo — 11 a terra — 12 Era il Padre Felice, direttore [sopra] del lazzeretto —13 trasco — “ per entro — 15 era p — ,c folla —

Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/161

CAPITOLO Vili - TOMO IV. 751 per tener l’ordine, 1 quella2 quiete generale,3queirattento si¬lenzio, e quella unica voce bastarono ad avvertire il nostro ansioso che ogni movimento sarebbe stato in quel luogo scompiglio, e irriverenza. Stette egli dunque alla estremità della brigata 4 ad aspettare,5 e udi * la perorazione di quel singolare oratore. « Diamo adunque, » diceva egli, « un ultimo sguardo a questo luogo di miserie e di misericordia, pensando quanti vi sono entrati, quanti ne sono stati7 tratti fuora 8 per la fossa, quanti vi rimangono, quanto pochi al paragone siam noi, che ne usciamo non illesi, ma salvi,9 ma colla voce da lodarne Iddio. L’anima nostra ha guadato il torrente; l’anima nostra ha guadate 10 le acque soverchiatici : 11 be¬nedetto il Signore I Benedetto nella giustizia, benedetto nella misericordia, benedetto nella morte, benedetto nella salvezza, benedetto nel discernimento, Ch’Egli ha fatto di noi1" in questo sf vasto, si smisurato eccidio 1 Ah possa essere 13 questo un discernimento di clemenza! possa la nostra condotta da que¬sto momento esserne un indizio manifesto !14 Attraversando questo mare di guaj, diamo uno sguardo diir> pietà, e di conforto, a quegli che ir’ si dibattono tuttavia con la tem¬pesta, e dei quali ah quanto pochi !i7 potranno come noi af¬ferrare un porto terreno. Ci vedano uscirne,l* rendendo grazie per noi,19 ed elevando preghiere per essi ! Attraversando la città già si popolosa,"0 noi/1 scarsa restituzione dell’immenso tributo, ch'essa mandò in questo luogo, mostriamo agli scarsi suoi abitatori22 un popolo scemato si, ma rigenerato. Proce¬diamo con la compunzione nel vólto, e coi cantici su le lab¬bra. 23 Quegli che son ritornati24 nella pienezza dell’antico vigore, porgano un braccio soccorrevole ai25 fiacchi; gli 1 il silenzio —2 compostezza — 3 quel silenzio — 4 a sentire come — 5 e a sentire [con gli] con gli altri, e senti la perorazione — 6 le ul¬time parole — 7 portati — 8 alla — 9 ma lodando il Signore Da ma ad ha gi^ardate segno verticale, a margine, in penna, del Manzoni. — 10 [l’acqua insopport] in ta — 11 Benedetto —12 fuori dalla massa [da un tanto | in un tanto] nell’eccidio che abbiam sotto gli occhi — 13 stato u — 14 Segno verticale, in penna, come sopra. — 15 misericordia — lrt si restano — 17 ved — 18 ringraziando — 19 e spar — 20 passando per essa, noi scarsa restituzione del — 21 scarse reliquie della [folla] gran turba che ne usci da questo | reli (lacuna) — 22 che ci siamo — 23 Quegli che hanno ricuperato in — 24 nell’antic — 25 più

Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/162

752 GLI SPOSI PROMESSI adulti reggano i teneri, i giovani sostengano con riverenza e con amore 1 i vecchj, ai quali la salute 8 ritornata non ap¬porta che pochi giorni di stento. E se in questo soggiorno di prova, in questo stesso crogiuolo di purgazione3 abbiam pec¬cato; se abbiamo abusato anche dei flagelli, se abbiamo sciu¬pati i doni4 e le ricchezze dello sdegno, come già quelli della benignità; ebbeneIs non abbiam però potuto esaurire il tesoro del perdono: ricorriamo ad esso di nuovo. Per me... » E qui l’oratore fece pausa, straordinariamente commosso- poi tolse una corda, che gli stava ai piedi,c se la avvin¬ghiò al collo come ad un malfattore,7 cadde ginocchioni, e prosegui: « Per me, e per tutti i miei compagni, i quali, seb¬bene immeritevoli, siamo stati per una ineffabile degnazione 5 trascelti all'alto privilegio di servir Cristo in voi; se, come pur troppo, non abbiamo degnamente corrisposto ad un tanto favore, se non abbiam degnamente adempiuto un si grande ministero,... perdonateci ! Se la fiacchezza, o la ritrosia della carne ci ha resi men pronti ai vostri bisogni, alle vostre chiamate," perdonateci! se una ingiusta impazienza se una noja colpevole ci ha fatto talvolta 10"nei vostri mali mostrarvi un vólto 11 severo, e fastidito, perdonateci !18 Se la corruttela d’Adamo ci ha fatto trascorrere in qualche azione, che vi13 sia stata cagione di tristezza, e di scandalo, perdonateci ! 14 Nessuno porti .fuor di qui altra amaritudine che delle 15 sue proprie colpe ! » 18 Cosi detto, stette egli ginocchioni, come aspettando un segno che l’umile17 e cordiale 18 suo prego era 10 accetto ed esaudito. Un singhiozzo, un pianto, un gemito universale si levò da quella turba a rispondere. Dopo 21 qualche mo¬mento il frate s’alzò, prese la croce ad ambe le mani, e l’inalberòscese dalla predella, e quivi depose i sandali; ** gridò ad alta voce:84 «andiamo in pace;»*5 poi intonò il 1 quegli che (il] il male ha risparmiati nella vecchiezza — 2 con¬cessa — abbiam peccato, chiediamone umilmente perdono. Per me ... (lacuna) E qui l’oratore — * dell’ira — 5 il tesoro del t>e — 11 la — 1 si lasciò — 8 chiamati — 'J se una colpevole ingiusta impazienza, — 10 mostrarvi un volt — 11 men benevolo, tristo e meno sommesso ; _ 12 se — 13 abbia cont — 11 Non portiamo. Qui, e dopo la parola colpe segno verticale, in penna. — 15 nostre — lc Cosi detto, stes (lacuna) — 17 sua preghiera [es] era — 18 sua preghiera — 18 bene — 20 fu la rispo¬sta — 21 un — 22 dinanzi a sé, — 23 e scalzo — 84 incamminiamoci in pace — » e scalzo, discese [dagli scaglioni] gli scaglioni del tempio

Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/163

CAPITOLO Vili • TOMO IV. 753 Misererei e scalzo, portando 1 dinanzi a sé quelPalta croce pesante, scese gli scaglioni del tempio dalla parte rivolta alla porta meridionale del lazzeretto'- che sbocca dinanzi alla mura della città; e s’incamminò verso quella. Dietro lui® s’avviò la torma dei fanciulletti, di quelli cioè che potevano reg¬gersi, e sapevano condursi da sé; poi le donne, alcune delle quali4 tenevan per mano,6 o nelle braccia, fanciulline, o bambini, e con fioca voce cantavano il salmo intonato dal guidatore; poi gli uomini, pur cantando;6 poi carri di con¬valescenti,7 e delle bagaglie di quei che partivano: quelle che in tanta confusione s'eran potute serbare, e raccogliere.8 Ultimo veniva9 quell’altro capuccino, che abbiamo menziona¬to, con un gran vincastro in mano; e 10 coi cenni di quello, con gli occhi e con la voce, teneva in sesto il convoglio. Era questi un Padre Michele Pozzobonelli,11 il coadiutore più autorevole, e come il primo ministro del Padre Felice, in quel regno di desolazione. Fermo, tosto ch’ebbe veduto questo scender dal tempio, e notato da che parte s?avviava, entrò di nuovo fra le capanne, per pigliare i passi innanzi, senza12 dare né ricever disturbo,13 e sboccar poi di nuovo su la strada, per dove la processione doveva passare.14 Dalla porta meridionale al tempio v’era infatti come una strada,15 uno spazio che s’era lasciato sgom¬bro di capanne, per dar passaggio ai carri 14 degli infermi, che per lo più entravano da quella porta, e da quello spazio poi si distribuivano a dritta e a sinistra,17 come si poteva. Fermo riusci su quella, al mezzo in circa; e vide venire il vecchio crocifero,18 lo vide passare, vide passare i ragazzi, e poi con un gran battito al cuore esaminò le donne che pur passavano: e lo potè fare a suo agio, perché elle 19 pro¬cedevano a due a due. Passa, passa; guarda, guarda: qui 1 quella croce — 2 rimpetto — 3 veniv — * qu — 5 o gui — 6 e — 7 fin | poi altri carri | e di quelle bagaglie | e delle bagaglie che appartenevano a | e delle bagaglie dei (lacuna) e di bagaglie (lacuna) — 8 Finalmente — D il cappucc — 10 con quello — 11 ; che in quel regno di desolazione era come — 12 essere — 13 e portarsi su la strada f ier dove la processione doveva passare. In fatti, sboccato a pochi passi su una specie di strada] su lo spazio vuoto che restava [in mezzo] fra e capanne nel mezzo del lazzeretto, [tra la | da la] e formava come una strada tra il tempio e la porta, vide — « dal te — 15 un viale — 10 eh | de — 17 dove — 18 poi p — 18 camminavano MANZONI, Gli sposi promessi.

Pagina:Gli sposi promessi IV.djvu/164

754 OLI SPOSI PROMESSI non v’è, qui né pure;' più che la metà è passata; poche ne rimangono;5 compajono le ultime della fila femminile; ecco 3 gli uomini : Lucia non v’era. Quanta speranza sva¬nita !4 Rimanevano però i carri ancora: Fermo gli5 vedeva venire; e i primi erano carichi di donne. Stette dunque aspet-tando, lasciò passare la schiera 0 clpgli uomini ; guardò 7 ad uno ad uno quei carri.8 Passavano lentamente, si arrestavano talvolta,9 come accade nelle processioni e nelle marce d’ogni genere; di modo che Fermo potè aver la trista certezza che nessuna di quelle donne era 10 sfuggita alla sua vista; e che Lucia non v’era. Le braccia gli caddero, " quando si vide finire in mano 12 l’unico, o almeno il più forte filo delle sue speranze. Anche prima di vedere trascorrere quella per lui si trista rassegna, egli sentiva pur troppo, quanto era più probabile che Lucia fosse nel numero dei tantiia portati fuora dal lazzeretto sui carri, che dei pochi risanati; ma pure, come 14 si suole, egli,!l metteva il suo desiderio sul guscio della speranza, e faceva traboccare le bilance da quella par¬te. Ma ora, egli10 credeva di dovere esser certo che Lucia non era tra i guariti, né tra i convalescenti : 17 la contin¬genza più lieta per lui, l’unica sua speranza, (quale speranza !) era ormai ch’ella 18 fosse ivi languente, ma viva.19 Passato tutto il convoglio, passato il Padre Michele, Fermo 20 si mise, senza troppa 21 pensare dove andasse, su quella via rimasta sgombra;22 e le sue gambe lo portarono dinanzi al tempio. 23 Quivi gli vennero alla mente le parole del buon frate 1 tante son — 2 ecco il fiije si ve — 3 gli uomini: Lucia non v’era. Le braccia- — 4 V’erano però [i carri] ancora i carri che Fermo aveva veduti p — '• [aveva veduti ; | aveva | e una parte) V’erano però i carri ancora (lacuna) — 6 del — 7 avidamente a po — 8 che — 9 per qualche inciampo nell — 10 scappata — 11 a Fermo — 15 quell’ — 13 usciti — 14 accade — dava alla sua speran- za tu — 16 aveva acquistata la certezza — 17 non gli — 18 [fosse] vivesse ammalata — 10 [Tornò a nascondersi fra le capanne | Si n | Pure | aspetto | stet | trattenuto da una confusa curiosità] (lacuna) Volse le spalle a quella strada, e a quella brigata tornò ad internarsi fra le capanne, e senza troppo pensare dove andasse, fece a un di¬presso la strada di prima, e si trovò dinanzi al, tempio. [Ivi lasciò passare | Passavano | Passavano in] Il convo (lacuna) — 50 entrò — 21 and — 22 e [giù] andò verso — 83 Quivi, egli si ricordò della rasse¬gnazione che il buon frate Cristoforo gli aveva inculcata, si ricordò pure [d] delle parole del buon frat (lacuna)