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744 OLI SPOSI PROMESSI tue ricerche,1 prima d’uscire da questo recinto, vieni ancor qui a darmene conto:2 anch’io vorrei saper s’elìa vive!» Il padre Cristoforo proferì queste parole con una com¬mozione compressa, e,3 presa la mano di Fermo, che aveva finito di ristorarsi, e s’alzava, lo condusse 4 su la porta della capanna; e gli segnò 5 più distintamente il lato" dove do¬veva fare le sue ricerche. 7 «Vado,» disse Fermo; « fo scorrerò tutto, guarderò di stanza in stanza, di capanna in capanna; se non è quivi, girerò tutto il lazzeretto, e se non la trovo ...» 8 E a questa sospensione, tutto ad un tratto s’oscurò in vólto,9 stravolse gli sguardi, e mandò un soffio di 10 furore dalle labbra tre-manti. « Se non la trovi ? » disse il padre 11 in contegno di gra¬vità, e di aspettazione, tenendolo forte per mano. « Se non la trovo, farò di trovare qualche altro. O in Milano,, ò nel suo 12 scellerato castello, o in capo del mondo o a casa del diavolo, lo troverò quel furfante,13 che ci ha separati: quel birbone, che se 14 non fosse stato l!l egli, Lucia sarebbe mia da venti mesi;16 e se 17 eravamo destinati a mo¬rire, almeno saremmo morti insieme, almeno avremmo po¬tuto soccorrerci; essa non sarebbe qui abbandonata, io non sarei qui mezzo disperato. Lo troverò colui, e se la peste non ha fatto già una giustizia...»18 «E se lo trovi?» 19 disse il padre, con una gravità fatta più severa e quasi sdegnosa. «Non è più il tempo,» continuò Fermo,20 sempre più cieco di collera, « non è più il tempo che un poltrone coi suoi bravi, coi suoi giudici, coi suoi amici prepotenti faccia tremare:21 è venuto il tempo che gli uomini s’incontrino da solo a solo...» «Sciaurato! » gridò il22 padre Cristoforo,23 con una voce che aveva ripigliata tutta l’antica24 pienezza e sonorità: Manzoni nella II minuta, cap. XXXV. — 1 non uscire da questo re¬cinto [che tu non sia venu] prima di — 2 perché poveretta! io le ho fatto da padre — 3 quin — * sul — 5 il lato —6 del làzzere — Vedi, gli disse, (lacuna) — 8 E qui [si] s’interruppe (lacuna) — 9 arrovellò gli occhi — 10 collera — 11 invaria | di — 12 castello — ,3 pol¬trone — 14 non — se fosse stato levato dal mondo due anni fa, Lucia — 16 non sarebbe qui, — 17 doveva morire — 18 non è più il tempo —111 inter— 20 cieco tuttavia — 21 ognuno va solo [ora] a questa stagione, e — 22 Padre — 23 con quella voce sonora — 21 sonorit

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CAPITOLO VII - TOMO IV. 745 « sciaurato! » e il suo capo gravato sul petto s’era solle¬vato, 1 le guancie si coloravano dell’antica vita, e gli occhi mandavano le antiche faville. « Guarda, sciaurato J » e cosi dicendo, mentre ! con una mano 3 stringeva e scoteva forte il braccio di Renzo, girava l’altra 4 dinanzi a sé, accennando quanto più poteva della dolorosa scena all’intorno. « Guarda chi è Colui che castiga! Colui che giudica, e non è giudi¬cato ! Colui che 6 flagella e che perdona ! Ma tu, verme della terra, tu vuoi far giustizia!6 Tu, sai tu, quale sia la giu¬stizia?7 Va, smurato, vattene! Io sperava... si, ho 8 spe¬rato che, prima di morire, Dio m’avrebbe 9 dato questa con¬solazione 10 di udir che la mia povera Lucia fosse viva, forse di vederla, e di “ sentirmi promettere 12 ch’ella manderebbe una preghiera là, verso quella fossa dov’io sarò. Va; tu m’hai tolta la mia speranza.13 Dio 44 non l’ha lasciata in terra perte ; e tu, certo non hai l’ardimento di crederti degno che Dio 16 pensi a consolarti.17 Avrà pensato a lei; poiché ella era 18 di quelle anime, a cui son riservate le consolazioni eterne.19 Va; non ho 20 tempo di più 21 darti retta.»22 E, cosi dicendo, gettò da sé la mano di Fermo, e si mosse 23 verso una capanna d’infermi. « Ah padre ! » 24 disse Fermo con voce affranta : « mi vuol ella mandar via a questo modo?» «Come!» riprese con voce non meno severa il capuccino: ardiresti tu di pre¬tendere eh’25 io rubassi il tempo a questi afflitti

,20 i quali aspet¬tano ch’io parli loro del perdono di Dio, per ascoltare le tue voci di rabbia, i tuoi disegni di vendetta ? Ti ho ascol¬tato quando tu potevi aver bisogno di conforto, e 27 chiedevi consolazione, e indirizzo; mi son tolto alla carità per la carità; ma ora tu hai la tua vendetta in cuore: che vuoi da me?28 Vattene: ne 29 ho veduti morire qui degli offesi eie perdonavano ; degli offensori, che avrebber voluto poterfei 1 e gli occhi — 5 teneva torte — 3 e scoteva forte la mano di Fermo, [con l’altra] girava l’altra distesa in cerchio [dinanzi a sé] verso la scena dolorosa che li circondava. Guarda — ’spianata in cerchio dinanzi a sé (lacuna) — 5 [percote] castiga e che — Tu — 7 ? — 8 credut — data — 10 di [sentire] saper —11 [sentirmi 1 udirmi — 15 ch'ella preghe¬rebbe su quella fossa — 13 Va — 14 Dio — essere te. .. e tu non [osi pensare] hai, certo — 10 pensi — 17 Dio avrà — 18 degna — e senza mistura di — 20 il — 21 ascoltarti — 22 E co - s per avviarsi — 21 [sclam] disse queg — 55 io rubi il tempo a questi — 50 [ch’io] che — 27 di — 28 Ma tu m’hai — 211 ho v | ne