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S’io avessi ad inventare una storia,1 e per descrivere l’aspetto d’una città in una occasione importante, mi fosse venuto a taglio una volta il partito di farvi arrivare, e gi¬rar per entro un personaggio, mi * guarderei bene dal ripe¬tere inettamente lo stesso partito per descrivere la stessa città in un’altra occasione : ché sarebbe un 3 meritarsi l’ac¬cusa di sterilità d’invenzione, una delle più terribili che ab- bian luogo nella * repubblica delle lettere, la quale, come- ognun sa, si distingue fra tutte per la saviezza delle sue leggi. Ma, come il lettore è avvertito, io trascrivo una storia 6 quale è accaduta: e gli avvenimenti reali non si astringono alle norme artificiali prescritte all’invenzione, procedono con tutt’altre loro regole, senza darsi pensiero di soddisfare alle persone di buon gusto. Se fosse possibile assogget¬tarli " all’andamento voluto7 dalle poetiche, il mondo ne diverrebbe forse ancor più ameno che non sia; ma non è 8 cosa da potersi speraré. Per questo 9 incolto e materiale procedere 10 dei fatti, è avvenuto che 11 Fermo Spolino sia giunto due volte in Milano 1 non avrei certo, per descrivere in due diverse occasioni l’aspetto d’una città, farvi — guarderei — 3 volere incorrere nell’ — 1 [sa-pientissima] sapientissima —accaduta — n [all'andamento voluto dai precetti | all] ai pre A margine in penna, di mano del Manzoni, non can¬cellato : « farli camminare coll’andamento voluto ». — 1 [dalle] dai pre¬ cetti — 8 impresa — 9 procedere — 10 degli — 11 Fermo [sia] sia