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CAPITOLO V - TOMO IV. 701 «Signor1 curato, mi saprebbe ella dar qualche nuova di Lucia?» «Oh Dio benedetto! ancor di questi grilli avete2 in capo? Oh poveri noi! che serve che vengano i flagelli.se gli uomini non voglion far giudizio! E la peste, figliuolo, la peste? Non sapete che c’è la peste?» « Ella deve3 ricordarsi, signor curato, » disse Fermo, con voce alquanto risentita, «che Lucia ed io... non erano grilli...» «Oh!» disse Don Abbondio, «figliuol caro, voi4 avete sempre avuto il timor di Dio: spero che non sarete cangiato. Per questo vi5 parlò con libertà, da vero padre, perché vi ho sempre voluto bene. So io quel che dico: questo non è paese per voi: se" vi dovesse accadere qualche disgrazia, (e già pur troppo non la schivereste) che crepacuore per me! La cattura è terribile; v’è un fuoco contro di voi! 7 E poi la peste...» «La peste l’ho avuta,» disse Fermo: «son guarito, e non 8 ho pili paura. » Vedete che avviso" vi ha mandato il cielo: per farvi pensare al sodo... 10 Anch’io l’ho avuta, e son" qui per miracolo. » «Ma di Lucia non mi sa ella dir nulla?» « Figliuol caro, che volete ch’io vi dica? Non ne so nulla: 12 è in Milano; cioè v’era: di chi può dirsi ora, v’è? Sarà morta:13 muojono tutti.» 14 « Ma noi siam pur vivi e ... » Per miracolo, figliuolo, per miracolo. E il frutto, che ne dobbiam trarre, è di cacciar tutte le bazzecole dalla testa. 15 In Milano, figliuolo! chi vive in Milano? questo è un pur¬gatorio, ma quello è l’inferno. Non vi passasse mai pel capo.. . » 16 « E Agnese, signor curato? » «Agnese è qui; e per miracolo non ha contratta la peste finora;11 masi guarda, si guarda: ha giudizio non 1 Curato. — 2 pel — 3 sap — 1 eravate — ho sempre —11 do¬vessi vedervi —