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capitolo viii - la fuga. 135

vano soffregando coi piedi il pavimento, per coprire il romore che... per dar agio ai di fuori di venire avanti senza essere intesi. Don Abbondio tutto nella sua quitanza non badava ad altro.

Al fruscio dei quattro piedi, che era il segno convenuto, Fermo 1 strinse la mano di Lucia per darle risoluzione, la pigliò con sé,2 e pian piano entrarono nella porta (Lucia più morta che viva), e si collocarono dietro i due fratelli. Don Abbondio finito ch’ebbe di scrivere,3 rilesse attentamente da sé 4 e prima di alzare gli occhi dalla carta: «sarete contento » disse, e preso il foglio lo porse a Toni. Tom, allungando la mano per pigliarlo, si ritirò da una parte, Gervaso dall’altra, e i due sposi apparvero in mezzo, 5 come all 'alzar d’un sipario. Don Abbondio intravvide, vide, si spaventò, 6 si stupì, s’infuriò, pensò, prese una risoluzione: tutto questo nel tempo che Fermo impiegò a proferire le parole magiche: «Signor Curato, in presenza di questi téstimonj, questa è mia moglie. »

7 Le labbra di Fermo non erano ancor tornate in riposo,che Don Abbondio aveva già lasciata cadere la quitanza fatta, afferrata colla 8 manca e sollevata la lucerna, 9 e tirato colla destra a sé un tappeto che copriva il tavolo, gettando a terra il breviale e il quaresimale, e balzando tra la seggiola e il tavolo s’era avvicinato a Lucia; la poveretta 10 con quella sua dolce voce tremante aveva appena potuto dire: «e questo ...» che Don Abbondio gli aveva gettato scortesemente il tappeto sulla testa e sul vólto, e tenendoglielo colle mani ravvolto e stretto sulla bocca, perché ella non potesse proseguire, gridava a testa come un toro ferito: « tradimento! tradimento! ajuto ! ajuto !» 11 Il lucignolo della lucerna, che Don Abbondio aveva lasciata cadere a terra, si moriva mandando un ultimo chiarore, e la povera Lucia appoggiata a Fermo, coperta cosi di quel ruvido velo pareva 12 una

  1. stretta
  2. più morta che viva la
  3. alzò l'occhio dalle carte
  4. quindi fatta lettura ad alta voce, | quindi
  5. Don Abbondio non aveva avuto tempo di spaventarsi, né di maravigliarsi, né di vedere che Fermo aveva già pronunziate le parole magiche. Sig. Curato in presenza di questi téstimonj, questa è mia moglie.
  6. s infuriò,si mor,
  7. La bocca di Fer | Le
  8. mancina
  9. e lasciata cadere per terra
  10. con voce
  11. La lucerna lasciata cadere a terra da Don Abbondio
  12. una statua