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epigrammi 11


XXXII.

2 settembre 1784.

A voler mordere
Ci vuol pur denti
E brevità:
Nè spender venti
Dove uno fa.
S’io exempli-grazia
Scriver volessi
Contro di me,
Direi ch’io lessi
Non so che polveri
Che costui fe’.

XXXIII.

Pisa, 18 dicembre 1784.

Di Firenze è scacciato
(Chi mai lo crederia?)
Per un suo laido vizio.
Partito a precipizio,
A stampa ei v’ha mandato
Una raccolta ria
Di tragediacce altrui,
Perch’entrino per lui
Al Pubblico in servizio.

XXXIV.

Contro il Prof. G. M. Lampredi.

Motu-proprio del Principe del buon gusto.

Pisa, 23 gennaio 1785.

Io professor dell’università,
Udita e vista la temerità
D’un certo Alfieri, che stampando va
Tragedie, in cui quell’armonia non v’ha
Che a me piacendo a tutti piacerà,
Che empiendo il core di soavità
Un dolce sonno all’udïenza fa;
Per prescïenza che la toga dà,
Io gl’inibisco l’immortalità.