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il misogallo 167


EPIGRAMMA XII.

22 ottobre 1793.

Luigi il sesto decimo, fu buono
Tanto, ch’ei ne perdea la vita, e il trono.
Non si tengono, è ver, Galli a stecchetto
Da Signor che non spoglia, e nerba, e uccide:
Ma un Re che sia Carnefice di getto
Dei Galli ride.

EPIGRAMMA XIII.

27 ottobre 1793.

Galli, o calzoni, o non calzoni abbiate,1
Tutti a un modo ammorbate:
E ognun crede, in vedervi
Garruli atroci empi arroganti servi,
Che finor ben ben liberi non siate.

SONETTO XXV.

12 luglio 1794.

Anco l’Asia tremar già fean gli schiavi
Di Maometto stupidi, e feroci;
Barbari, all’ombra di mentite voci,
Spegnendo i buoni, e sollevando i pravi.
Tali i Galli vediam (già servi ignavi)
Fatti ora servi audacemente atroci,2
Tutte di sangue abbeverar le foci,
Solo ai pessimi usando atti soavi.
Ma, veri alti fanatici avvampanti,
Ivan spontanei gli Arabi a lor sorte,
E la vittoria, e il Ciel vedeansi avanti.
Stan la fame, e le scuri, e le ritorte
Dietro ai Gallici eserciti ondeggianti,
Che spesso han palma dal timor di morte.



  1. Allude alle due denominazioni datesi fra loro, di mascalzoni ai Democratici, o sia cenciosi, e di Be’ Calzoni ai Realisti.
  2. Accenna la seconda invasione fatta in tutto il Belgio dai Francesi nel maggio, e giugno del 1794; la quale riuscì loro, perdendo due o tre giornate consecutive, e mandando sempre innanzi altri nuovi schiavi in vece degli uccisi, supplemento che mancava agli Austriaci.