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xli.

Allor quando a fior d’onda, e a lunghe, e torte
     Striscie si scuote il Coccodrillo, e l’onda
     333Balza fremendo al flagellar sì forte,

Il Pescator, che dalla scelta sponda
     Scoprillo, inverso lui scaglia lontano
     336Carne di Porco, e in lei grand’amo affonda;

E affin ch’ei trovi quel nuotante brano,
     A colpi di baston fa urlar sul lido
     339Giovin Porchetto, ch’egli tien per mano.

Quel mostro Amfibio al conosciuto grido
     Simpatico per lui, colà si addrizza,
     342E trova, e ingozza quel boccone infido.

E giù lo scaraventa, e appien s’infizza;
     Quinci lo tragge il Pescatore a riva,
     345Mentre or si torce, or si profonda, or guizza,

E gli getta su gli occhi, allorchè arriva
     Di fango impiastro, che a tal uso fece,
     348L’accieca, il ferma, e poi di vita il priva.

Chi fu cagion, che al fren si assuefece
     L’indomito Caval? Fedra lo conti,
     351Classico Autor, che denigrar non lece.