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xxv.

RISPOSTA CRITICA, E SUSSIDIARIA


AL CAPITOLO


IN LODE DEL PORCO.


CC
Aro Poeta, qual tu sia, che festi

     Di Rime quella tale infilzatura,
     3Un gran marrone a sdiricciar prendesti.

T’ingolfasti in un mar, che fa paura,
     Con provvision meschina di biscotto:
     6Stolto chi nell’oprar non ha misura.

Ma transeat: ogn’Asino ha il suo trotto;
     Il peggio è l’impostura, onde l’adorni,
     9Larga, e ritonda più dell’O di Ghiotto.

La Musa uno stival? La scacci, e scorni?
     Porco, e Cignal non son tra lor parenti?
     12E i Padri Achei son tanta feccia, e corni?

Amico, tu m’hai pieno: i tuoi accenti
     Fan che dall’unghie io del Leon decida;
     15Dal morso imparo a giudicar dei denti.