Apri il menu principale

Pagina:Giuseppe Sordini Il duomo di Spoleto.djvu/38

32 giuseppe sordini


Noi, inoltre, abbiamo diligentemente esaminate tutte le più antiche scritture dell’Archivio della chiesa suburbana di S. Pietro, e vi abbiamo trovati tre contratti degli anni 1128, 1156, 1165: in tutti e tre, si fa parola del Priore e della Canonica sancti Petri, ma in nessuno v’è allusione alcuna ad una maggiore dignità, avuta un tempo da quella Chiesa. E l’allusione sarebbe stata naturale per la brevità del tempo trascorso dal preteso trasferimento della Cattedrale, e perchè, se nessuno mai sa rassegnarsi completamente ad una diminuzione di autorità e di grado, ciò è tanto maggiormente vero per il Clero e per la disciplina stessa eminentemente conservatrice della Chiesa: onde avvenne che si perpetuarono e giunsero fino a noi l’eco di fatti e il nome di persone che mai diversamente ci sarebbero stati noti.

In quell’Archivio, un tempo già bene ordinato e rubricato, derubato e venuto meno, poscia, in più modi1, avemmo la fortuna di trovare anche un vecchio esemplare delle antiche costituzioni della chiesa, esemplare che data dal 1370. Ebbene, nemmeno in questo documento capitale v’è una sola parola che possa, in qualche maniera avvalorare la tarda ed erronea tradizione della dignità di Cattedrale, avuta, in qualsiasi tempo, da quella chiesa.

Ma, due documenti, in parte già noti e pubblicati, di cui in quell’Archivio abbiamo rinvenuti gli originali, richiamarono subito e vivamente la nostra attenzione. Sono due Bolle pontificie, una di Giovanni XXII del 1328 ed una di Bonifacio IX del 1384, con le quali si raccomanda la riedificazione della chiesa di S. Pietro, e si concedono indulgenze a chi vi concorra, essendo essa stata bruciata e quasi distrutta per sciagurate, feroci vicende di parte che, in quei tempi, funestarono Spoleto come quasi tutto il resto d’Italia. Orbene, se vi erano documenti in cui la pretesa antica dignità della chiesa di S. Pietro doveva essere ricordata a maggiore stimolo della pietà dei fedeli, i quali erano chiamati a promuoverne la ricostruzione,


  1. Quanto era rimasto di quell’Archivio, venne ultimamente su mia proposta, a norma di Legge, devoluto al Comune di Spoleto; e, a spese di questo, fu testè completamente riordinato dal Dott. Felice Tonetti, il quale ne compilò anche la nuova Rubricella.