Apri il menu principale

Pagina:Giuseppe Sordini Il duomo di Spoleto.djvu/25


il duomo di spoleto 19


so da cui era partito, a quel primo lato cioè o a qualche cosa che da esso sporgesse, il Vescovo, descrivendo, doveva tornare. La logica e la geometria naturale1 così imponevano, nè il Vescovo pensó di sottrarvisi.

Nè lo avrebbe potuto, perchè, come esporremo più avanti, egli stesso ci dice a chi apparteneva e da che era occupato il breve tratto di terreno che si stendeva e si stende dietro l’abside maggiore della chiesa di S. Maria, fino alla primitiva cinta urbana.

L’evidenza e la forza di tali osservazioni ci obbligarono, non appena prendemmo in esame il Decreto di Andrea, a pensare ad una tribuna sporgente dal lato di ponente del Duomo di Spoleto, e a cercare se ne esistessero almeno le traccie, poichè nulla era noto, od appariva, di un così antico monumento. E fummo fortunati, perchè ben presto trovammo ciò che cercavamo; ma, forse non saremmo giunti tanto facilmente a conseguire il desiderato intento, se non ci favoriva lo strano equivoco del buon Vice Parroco, ora defunto, Don Gaetano Valesini.

Questi, vedutici così assidui in una ricerca che non riusciva a comprendere, volle ingenuamente assicurarci che una tribuna, sporgente lungo il fianco della chiesa, non era mai esistita; e soggiungeva che, invece, era quivi sorto un fortilizio, di cui rimaneva


  1. Il Vescovo dichiara esplicitamente tre lati come confini della terra che dona ai Canonici: il fianco della Chiesa che è il primo; il secondo discende dalla porta della Chiesa per alcuni gradini (come anche oggi si vede; e il terzo la via che insieme al secondo lato, delimita alcune terre orti e case, fino alla tribuna di S. Primiano. Ora è chiaro che non si può, con tre lati, costruire altra figura geometrica che un triangolo, se l’ultimo lato va a ricongiungersi con il primo, oppure una figura trapezoide, se l’ultimo lato va a toccare qualche cosa che sporge dal primo. Ed una figura trapezoidale, in pianta, conserva ancora, dopo tanti secoli, la Canonica del Duomo di Spoleto, secondo la primitiva concessione del Vescovo Andrea, benchè tante modificazioni successive e ampliamenti abbia subiti l’antico Duomo di Spoleto. E le ragioni di questa persistenza di forma debbono ricercarsi nella natura del terreno, nell’essere rimasta costante l’orientazione del Duomo, nella conservazione rispettosa della preesistente tribuna di S. Primiano e, infine, nella esistenza di un viottolo ancora oggi praticato benchè chiuso al pubblico, viottolo che, dalla odierna Via del Seminario, conduceva alle mura urbane, e agli edifici che presso di queste sorgevano, rasentando la Canonica.