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Pagina:Giuseppe Sordini Il duomo di Spoleto.djvu/19


il duomo di spoleto 15


descrivono le Vite loro, et di alcuni Santi di Spoleti, et appresso le antichità et laudi di detta città, Camerino, Gioiosi, 1586. Il buon Bracceschi, a pag. 20 di quel suo libretto scrisse: «la Chiesa grande et antica e celebrata di S. Pietro a piè del Colle dove è edificato Spoleti (la quale era già la Cattedrale di quella città)» ecc.


    dite et istrutta di molti Sacerdoti, e ministri, che la servivano (b). Ma nondimeno, eretta che l’ebbe in Cathedrale, le attribuì il pio Vescovo con molta liberalità diversi altri proventi, che decentemente bastassero al sostentamento e decoro di un Collegio di Canonici Cardinali (c), che ci istituì con le dignità necessarie all’esistimatione e servitio di una nobilissima Chiesa Pontificale».
    E al testo fa seguire queste note:
    (a) Dalle lettere originali di questa traslatione et erettione conservate nell’Archivio dell’istessa chiesa e da quelle il Leonc., de Ep. Spolet. in Andrea e dopo di lui Ferd. Ughelli.
    (b) Dalle d. lettere con quel che segue.
    (c) Così sono chiamati nelle sottoscrittioni delle citate lettere.
    Ora è curioso osservare che il Leoncilli, almeno nell’esemplare da noi veduto, non parla mai di questa traslazione, benchè qua e là (ad esempio: c. 57, 91 ecc.) accenni che S. Pietro fu Cattedrale. In Andrea, fogl. 134 dice semplicemente: Hic in S. Mariae Ecc.la Canonicam instituit, quae primaria, et Cathedralis esset. E trascrive il Decreto di Andrea. E che le lettere allegate dal Campello per provare la pretesa traslazione, si riducano al Decreto del Vescovo, ne sembra che lo sveli chiaramente la nota c. nella quale asserisce che i Canonici erano chiamati Cardinali come appunto leggesi in quel Decreto.
    Ma anche più chiaramente ce lo dice il Fontana, op. cit., pag. 11 e 12. «Da antichi documenti, egli scrive, conservati nell’Archivio di questa Metropolitana.... si rileva che ad istanza del Clero, Andrea Vescovo di Spoleto, decretò nell’anno 1067 che la Cattedra Episcopale, dalla chiesa di S. Pietro fuori delle mura, fosse trasferita in quella Ducale di S. Primiano, dedicandola a Maria Vergine Assunta in Cielo. Il Pontefice Alessandro II, con sua Bolla data da Narni, il 16 Gennaio 1069, confermò quel Decreto». E a pag. 99, infatti, stampa per intiero il Decreto col quale il Vescovo Andrea istituisce la Canonica del Duomo.
    Il Sansi, Storia cit., Vol. 1., pag. 158, afferma la traslazione per opera di Andrea, ma non cita documento alcuno. Nel libro Degli Edifici e dei frammenti storici delle antiche età di Spoleto (Foligno, Sgariglia, 1869) pag. 245, rimanda il lettore al Documento pubblicato dal Fontana, cioè al Decreto del Vescovo Andrea. E ne pare che basti. Ma a chi non si contentasse ancora, ricorderemo le parole dell’Ughelli, nell’Italia Sacra, Tom. 1º (Romae, Bernabò, MDCCIV), pag. 1530: «Andreas hodiernam Cattedralem erexit, dotavitque, in titulum B. M. Virginis ut ex eius Diplomate inserto in appendice primi tomi Italiae Sacrae videre est quod extat datum 13 Kal. Febr 1067. Quae donatio con firmata deinde est ab Alexandro II. an. 1069».