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Pagina:Giuseppe Sordini Il duomo di Spoleto.djvu/17


il duomo di spoleto 13


Nell’Archivio capitolare del Duomo di Spoleto, tra molti insigni documenti, si conserva un Decreto del Vescovo spoletino, Andrea, vissuto secondo il Leoncilli ed altri dal 1063 al 1075. Tale Decreto reca la data dell’anno 10671: consta di un foglio membranaceo largo m. 0,50, lungo m. 0,72, scritto in una sola pagina con caratteri dell’epoca, ed è indubbiamente autentico. Esso venne già, per intiero, trascritto dal Bracceschi (MS. cit, c. 203-205), pubblicato dall’Ughelli che ne ebbe copia dal Serafini, e, nel 1848, fu ristampato dal Cav. Pietro Fontana in appendice alla sua Descrizione della Metropolitana di Spoleto2. Trattasi, quindi, di documento notissimo e che noi non ci prenderemmo la pena di riprodurre integralmente in appendice al presente scritto, se non fosse per la rarità delle precedenti pubblicazioni, per le gravi inesattezze occorsevi, e perchè da esso, parrà incredibile, son nati tutti gli errori che per tre secoli circa, hanno offuscato il punto di storia spoletina che abbiamo impreso a restituire.

Il Vescovo Andrea, con questo suo Decreto, istituisce puramente e semplicemente, nella seconda metà dell’undecimo secolo, la Canonica del Duomo di Spoleto e le assegna dei beni.

Tali costituzioni e dotazioni, come ognuno sa, erano comuni in quel tempo, e miravano unicamente alla riforma del Clero, obbligandone la parte più cospicua a vivere vita comune e disciplinata presso le chiese matrici, al cui servizio erasi dedicata.


  1. La data di questo prezioso documento è scritta, nell’originale pergamena, così: in anno ab incarnatione domini millesimo LXVII et regnante hejnrico rege anno eius nono et dies III ianuarias quod est XIIII Kalendas februarias pro indictione VIII.
    Non riuscendo a conciliare i varî elementi che costituiscono questa data, abbiamo voluto consultare in proposito l’illustre Prof. Kehr, il quale così ha risposto al nostro quesito: «le note cronologiche sono in pieno disordine. Evidentemente il Notaio spoletano non conosceva bene il computo cronologico. All’anno 1067 corrispondono l’anno XI del regno di Enrico e l’Indizione V. È impossibile, dunque, fissare con sicurezza l’anno. Ma il documento esisteva già il 16 gen. 1069, quando fu confermato da Alessandro II papa. Iaffé Loevvenfeld 4661».
  2. Pag. 99 102.