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Pagina:Giuseppe Sordini Il duomo di Spoleto.djvu/15


il duomo di spoleto 11


unum cranium quod esse putaverunt huiusmet S. Primiani, quamvis nomine minime esset consignatum»1. Queste reliquie nota lo stesso Serafini furono quivi deposte «a Papa Honorio tertio in consecratione eius Altaris An. 1216. 30 Augusti».

D’onde il Serafini traesse quest’ultima notizia ripetuta anche dal Fontana2, ci è ignoto. Il Cadolini3, il Sansi4 ed altri affermano sulla fede dell’Anonimo Fuxense, che la Cattedrale di Spoleto venne consacrata da Innocenzo III nel 1198, quando questo Pontefice, da Rieti, per Spoleto, si recò a Perugia. Un’antica memoria, già esistente in quella Cattedrale, non servì che ad aumentare la confusione sulla data di tale consacrazione e sul nome del Pontefice5, consacrazione però che avvenne, di certo, secondo le testimonianze che ci restano, non prima degli ultimi anni del XII secolo.


  1. Ecco il passo del Serafini, come leggesi nel citato manoscritto, già esistente in Spoleto presso i Signori Leoncilli (ora passato in proprietà dell’Accademia Spoletina). In una delle tante giunte che questo colto, infaticabile sacerdote spoletino, fiorito nella prima metà del XVII secolo, fece alla storia del Leoncilli, in S. Giovanni Vescovo, c. 57, ebbe cura di narrare: «Anno 1653 die 6 maij in nova Cathedralis restauratione per Dominum Cardinalem Franciscum Barberinum sublato Maiori Altari ab Episcopo Laurentio Castruccio intra Columnam e Lapide Tiburtino, et in Capsulis Plumbeis septem cum signis repertas esse sacras reliquias S. Crucis, SS. Apostolorum Petri et Pauli, SS. Gregorii, Eusebi et aliorum, itemque unum Cranium quod esse putaverunt huiusmet S. Primiani, quamvis nomine minime esset Consignatum: ibi omnia deposita a Papa Honorio tertio in consecratione eius Altaris An. 1216. 3 Augusti».
  2. Op. cit., pag. 12 e 13.
  3. Spoleti, Orazione accademica, Spoleti, Bassoni, 1836, pag. 24, nota 32.
  4. Storia cit., Vol. 1. pag. 29.
  5. Il Bracceschi, a carte 189 dei suoi Commentari, notò, nella seconda metà del XVI secolo: «in domo in cappella maiori intorno intorno alla cupola di detta cappella eretta sopra quattro colonne così è scritto: Honorius III. Pon. Max. An. salutifere incarna. Millesimo cente. sexage. IIII - III Kal. Septembris. Aram. hanc, cum phano consecravit et annuo eiusdem diei tempor. redeunte Peccat. Ven. induls.» E riporta anche nella stessa carta una simile iscrizione della chiesa di S. Ansano in Spoleto. Giustamente il buon frate fa osservare che Onorio III fu Papa non prima del 1216 e quel nome ritiene, quindi, errore dell’Intagliatore. Che quella iscrizione fosse riferita esattamente dal Bracceschi, ne abbia-