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così l’uomo non termina ma finisce o bene o male, secondo che la sua vita è stata buona o cattiva; l’opera in musica termina a mezza notte, ma quando è cattiva tutti dicono, passando all’astratto, che non finisce mai.

Una terza finalmente, e più delicata differenza tra i due verbi risulta da un bel significato di finire, che è tutto suo proprio, ed è quello di dar perfezione ad un’opera onde abbiamo l’add. finito che parlandosi d’arti equivale a perfetto, e finitezza, che è l’esatto ed ultimo finimento d’una cosa, lo squisito compimento d’un lavoro: chi non ha veduto l’immortale Canova dar l’ultima mano alle sue statue, che agli occhi d’ogni altro artista che Canova non sia, apparirebbero terminate? Ma solo quel raggio di divino ingegno sa quanto costa il finirle.