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Pagina:Giuseppe Conti Firenze vecchia, Firenze 1899.djvu/455


Le Stinche 443


nando «le vecchie a servire d’ergastolo» pei condannati alla galera o alla prigionia.

Nelle Stinche, dal 1600 al 1620 sotto Ferdinando I e Cosimo II de’Medici, si rinchiudevano provvisoriamente anco i condannati dai diversi vica1riati o tribunali della Toscana, in attesa della promozione ... alla galera. Ed avevavan tanto credito queste Stinche, che nel 1606 vi vennero mandati dei galeotti dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia, che poi passarono alle Galere di Sua Altezza. Bell’acquisto!

La maggior parte dei prigioni che furono inviati alle Stinche, dal 1600 al 1700, provenivano dalle carceri degli Otto e de’ Rettori di fuori, che li avevan condannati per cause criminali. Spesso però, vi facevan passaggio per scontare il delitto che avevano col Fisco, per le spese e per il loro mantenimento. La reclusione si faceva per gruppi, non essendovi che varii cameroni chiamati: La Vecchia, la Nuova, dei Grandi, dei Macci, lo Spedale, la Pazzeria, la Torre ecc.

Nel XVII secolo quando le Stinche eran piene, i carcerati si mandavano nelle prigioni dei Signori Otto, specialmente in quei casi nei quali la procedura reclamava la segreta, o come si dice oggi, l’isolamento, per motivo dell’istruttoria.

La sorte dei carcerati delle Stinche dipendeva spesso dall’arbitrio che vigeva tuttora; ma non nel senso di abuso, sivvero come disposizione libera di fare o di non fare una data cosa, sempre però col beneplacito del Sovrano, E a tempo dei Medici il Sovrano, anche in materia carceraria, era e voleva essere informato di tutto. Basti dire che una volta, sotto Cosimo I, fu arrestato un ragazzo di dodici anni, di Pistoia, per avere oltraggiata e ammazzata una bambina di nove anni. Quando il Granduca ebbe la relazione dei Signori Otto, che rimettevano a lui la designazione della pena che intendeva di infliggere al precoce assassino. Sua Altezza trattandosi d’un ragazzo che aveva commesso un delitto di quel genere, perchè non vi ricadesse, sotto il rapporto degli Otto scrisse soltanto si castri e firmò «Cosimo.»

La parte meno triste delle Stinche era dal lato di San Si-