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Pagina:Giuseppe Conti Firenze vecchia, Firenze 1899.djvu/315


Giuseppe Conti Firenze vecchia, banda in alto 1899 (page 47 crop).jpg

XXI I primi anni del regno di Leopoldo II L’Istituto della SS. Annunziata - Il Granduca va a Milano - Una speranza delusa - L’istituzione del Corpo degl’Ingegneri - Proponimenti abortiti La Cassa di Risparmio e Cosimo Ridolfi - Toscana e Grecia - Champollion e Rosellini - Commissione toscana in Egitto - Buoni resultati ottenuti in Oriente - La bonifica Maremmana - I Gherardesca in Maremma - Il taglio dell’Ombrone. Quando un sovrano è circondato e servito da uomini di gran mente, ma integerrimi e onesti, cosa invero assai rara, può dirsi un uomo fortunato. E questa fortuna toccò, nei primordi del suo regno, a Leopoldo II: il quale, ben consigliato, e aperta a poco a poco la mente agli affari di Stato, tanto da poter comprender la saggezza e la utilità dei consigli che riceveva, si fece amare dai sudditi e compì ed intraprese opere utilissime e nobili, passando anche per uno dei principi più intelligenti e sagaci. Se cotesta non è fortuna non so più che cosa meriti questo nome. Di Leopoldo II non c’era da farne un uomo di Stato, un sovrano politico: bastava perciò contentarsi che fosse un buon principe, che non mettesse bastoni fra le gambe a chi governava onestamente per lui, e si appagasse della buona figura che gli facevano fare. Ed egli, bisogna esser giusti, fu molto docile e mansueto; ed anche provò un’intima sod