Pagina:Giuseppe Conti Firenze vecchia, Firenze 1899.djvu/117


Il Comune Fiorentino dal 1799 al 1814 105

Gli stessi priori elessero, tanto per gli alloggi quanto per soprintendere alla distribuzione delle razioni, il signor Giu- seppe Panzanini.

La deliberazione più curiosa però, fu quella presa il giorno seguente, 26 marzo «dopo pranzo » - come è scritto nel protocollo - con la quale prevedendo i signori priori - sem- pre di tutt' e tre le borse - la urgente necessità nella quale si trovava « la Comunità » di esser provvista di denaro per le spese occorrenti, ordinarono « farsi intendere al provveditore dell' Azienda dei Presti » che passasse immediatamente alla cassa comunale tutto il denaro esistente nelle casse dei respettivi presti, niuna esclusa né eccettuata.

Elessero quindi i signori Silvestro Aldobrandini, Marco Bar- toli, Giuseppe Baldovinetti, Vincenzo Gondi e Scipione Ga- nucci, perchè « con le loro buone maniere » istruissero il pubblico sulla rettitudine delle intenzioni del Magistrato civico nell'emanare tali disposizioni ; e ciò perchè non restasse deluso da sinistre interpetrazioni affatto aliene dei « provvedimenti pubblicati per la quiete e tranquillità di ciascheduno. » Considerando poi « i signori adunati » che per provvedere con prontezza alle richieste dell'armata francese non poteva supplire la sola cassa della loro Comunità « affatto esausta di denaro ; » incaricarono i cancellieri Domenico Baretti cas- siere della Comunità, ed il dottore Stefano Compostoff « secondo ministro della medesima » di presentarsi « al cittadino ministro Reinhard» per ottenere da lui la' facoltà di far contribuire, per una somma almeno di quarantamila scudi, le casse della zecca, della depositeria, dei lotti, della dogana « econ più analogia quella della Camera delle Comunità in cui passano tutte le rendite degli altri comuni per dipendenza della tassa di redenzione» onde supplire a tutti i bisogni inerenti all'approvvisionamento dell' armata francese «stanziata nella domiiiante. »

Il 28 marzo si adunò di nuovo il Magistrato ed elesse «i cittadini» - poiché avevan già fatto l' orecchio a chiamarsi così - Ippolito Venturi, dottor Giovacchino Cambiagi, An-