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genitori e, esigere, se maritata, il dovuto rispetto dallo sposo che possa aver dimenticato che essa è la sua compagna e consolatrice, la madre, de’ suoi figli e non la sua schiava?

Perciò sono degni di lode i genitori che fanno apprendere una professione alle loro figliuole. Essi fanno del femminismo ragionevole e praticò. Ma quali sono le professioni più convenienti per le donne?

A me pare che siano troppe le donne che si avviano agli studî. Le scuole normali rigurgitano di alunne dappertutto, e ogni anno si accresce il numero delle classi aggiunte; le scuole superiori di magistero sono popolatissime; dovunque alle scuole tecniche e ai ginnasi si trovano, cogli alunni, le alunne; in alcune città vi sono ginnasi e scuole tecniche per le sole donne; e nei licei e negli istituti tecnici aumenta ogni anno il numero delle alunne, che crescono pure nelle Università.

Già sono troppi gli uomini spostati che hanno cercato invano cogli studî il mezzo di assicurarsi un pane per l’avvenire... Abbiamo medici, avvocati e altri professionisti senza affari, ed in ogni concorso per le amministrazioni delle Stato, è facile vedere il gran numero dei laureati, che cercano di guadagnare un posto per poter vivere. Ormai, nei concorsi per gl’impieghi pubblici, la laurea ha preso il posto che avevano una volta la licenza liceale e dell’istituto tecnico; e la licenza tecnica e la ginnasiale, che un tempo bastavano pei piccoli impieghi, ora non servono più, perchè sono molti i giovani forniti di quella liceale o dell’istituto.

Si chiede troppo agli studî, ed essi non possono assicurare il mezzo di vivere a tutti quelli che li col-