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i programmi delle nozioni superflue o poco importanti, che vi sono in parecchie discipline, per diminuire le ore di lezione destinate per esse, e aumentare, raddoppiare quelle prescritte pei lavori donneschi.

Riassumendo le precedenti osservazioni sui vigenti programmi della scuola normale, a me pare che essi, pregevoli sotto molti riguardi, non abbiano sempre di mira, per le scuole femminili, il fine particolare dell’educazione della donna, del quale si è discorso. Nè ciò dipende da difetto di coordinazione fra le diverse parti di essi, essendo stati compilati in modo ben diverso da quello, molto curioso, che si praticava qualche volta, molti anni fa, per le scuole secondarie, quando, per ogni materia, si sceglieva uno speciale compilatore, persona molto competente, e si mettevano insieme i diversi programmi senza guardare se armonizzassero bene fra loro. No, i vigenti programmi della scuola normale formano un tutto organico, sia pei limiti segnati, sia per l’ordine indicato, sia per le pregevoli istruzioni che li accompagnano; e si vede chiaramente che un’alta mente direttiva li ha coordinati e armonizzati tra loro.

Ma il fine che essi si propongono è di accrescere, allargare, compiere la coltura generale di coloro che si dedicano all’insegnamento elementare. Essendo generalmente molto bassa la coltura dei maestri, si è voluto rialzarla, e si è formata della scuola normale una specie di liceo o, meglio, d’istituto tecnico, prescrivendo, anche per essa, programmi didattici molto