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Del Gemelli. 43

Città, che dissero Tenochtitlan; cioè fico in pietra. Perciò di presente l’impresa della Città di Mexico è un’Aquila riguardante il Sole, coll’ali distese; tenente negli artigli una serpe, e un de’ piedi sopra un ramo di fico d’India: e oltreacciò (per concessione dell’Imperador Carlo V.) un Castello dorato, in campo azurro (che dinota la lacuna) con un ponte, per entrarvi; e due altri allato, che non lo toccano, sopra i quali son due leoni in piedi. Nell’estremità dei campo sono due foglie verdi di fico, in campo d’oro.

Parve adunque a’ Mexicani, nel dì seguente, di fare un tabernacolo, per riporvi l’Idolo, sin’a tanto, ch’avessero avuto spazio di fabbricargli un magnifico Tempio, dopo compiuta la Città. Ciò fatto, comandò l’Idolo, per mezzo de’ suoi Sacerdoti, che tutta la gente Mexicana si dividesse in quattro quartieri; lasciando nel mezzo il tabernacolo: e questi sono i quattro Quartieri principali di Mexico, ch’oggidì si chiamano S. Juan, Santa Maria la rotonda, S. Pablo, e S. Sebastiano. Dopo questa divisione, di nuovo comandò, che ciaschedun Quartiere si facesse un’Idolo, e si dividesse in altri piccioli rioni; e così da piccioli principj crebbe la Città di


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