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442 Giro del Mondo

armarj, e dipinture de’ migliori Maestri de’ secoli passati. Mi condusse egli in una camera (dopo la galleria) dove anticamente stava l’orologgio, e che avea le finestre sulla piazza d’armi. Ella era molto luminosa, e bene apparata di damasco, e di preziose supellettili. Quivi stava imbandita la mensa, intorno la quale essendo assise nove persone (per non contarvisi una Dama) vennero copiose, ed esquisite vivande. Finito il desinare, impose egli a D. Francesco Ramirez, Commessario Generale della cavalleria, e Cavaliere d’amabili costumi, che mi conducesse in Palagio, a vedere la festa, poichè egli non vi potea venire. Giunti nell’anticamera, aspettammo lunga pezza, con una moltitudine di Ministri d’Astrea, e di Marte; e poi che furono venute le Dame, vedemmo uscir fuori il Signor Principe, tirato in una sedia a modo di carriola, e fermatosi nell’anticamera, dire: Entriamo Signori: cortesia giammai osservata da me in altri, ch’occupano simil posto. Entrammo adunque con lui in una camera, apparata di damaschi; nella quale erano le Dame sedute in fila, e a capo di esse la Signora Principessa Governadrice, in una sedia differente. Passò il Signor Principe


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