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Del Gemelli. 343

di Giovanni de la Vachia (che si stimava perduto) col valsente di mezzo milione; avendovi io qualche interesse. Dal medesimo sapemmo, essere anche giunto in S. Lucar un’altro petacchio, detto il Sivigliano, col quale era stato 31. giorni nell’Isola del Fayal, per lo tempo contrario.

Entrarono in porto due altri vascelli da guerra il Sabato 21.: la Domenica 22. andai nella Casa de’ Padri della Compagnia, et udii Messa in una Chiesa ben’ornata, con sette altari. Quanto alla Casa ella era molto capace, e di buona fabbrica, abbellita di marmi di Genova.

Fummo coll’Auditor Generale, e D. Giuseppe Avillaneda il Lunedi 23. sulla Capitana de’ galeoni, e sul Governo, portati dalla filuca del Signor Conte, per richiedere il Presidente, che mi facesse tor le mie casse, siccome avea promesso. In S. Domenico si celebrò quel giorno la festa di S. Giovanni e la sera si vide tutta la Città illuminata da fuochi festivi, mentre in Mare i vascelli facevano altrettanto. Il Martedì 24. l’Armata di Francia si fece in alto mare, per gire (come diceano) in traccia de’ corsali di Salè, che aveano prese alcune barche Francesi.


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