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232 Giro del Mondo

non vi dasser di piglio. L’Oste era uno Spagnuolo macilento, e nudo, che quivi menava una vita da Anacoreta, per non servire altrui. Molti nobili della nazione s’ammogliano con Indiane, e Mulate, per questa cagione; e vivono miseramente, facendo i bifolchi per quelle campagne; prendendosi a scorno di tornare in Ispagna poveri: come se il suolo d’America fusse tutto d’oro, e d’argento; e chiunque vi và dovesse in brieve divenir ricco. O quanti ne periscono di pura fame, a comparazion di quei, che s’innalzano a sommo grado d’onore, e di fortuna in India: appunto come nella milizia, infiniti sono coloro, che perdon la vita; per molti pochi, che divengon Colonnelli, e Generali. Nella Valle vicina abitano come tante fiere, infiniti Neri, e Mulati.

Il Sabato 26. per un piano similmente incolto, feci quattro leghe, che si poteano contar per sei: e poi mi riposai nel passo de las Carrettas. Non si vede altro in questo luogo, che una casa di Mulati, senza veruna provvisione; onde i cavalli stetter digiuni, e noi mangiammo qualche cosetta, che portavamo. Il monte vicino ne avrebbe potuto dar frutta, bastanti ad empier la pancia; però tutte le frutta d’India


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