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Del Gemelli. 115

l’opra. Nel 1604. l’inondazione fu così grande, che stette per annegar tutta la Città; onde il Marchese de Montes claros, al quale era stata data la cura del disague, fu di parere, vi si ponesse ormai mano. S’oppose l’Avvocato fiscale, dicendo: essere imponibile terminarsi tal’opra in meno d’un secolo, e più impossibile il conservarsi; dovendosi fare un canale, lungo nove, o dieci leghe, e profondo da sedici a cento vare (ogni vara è tre palmi, e un quarto napoletani) al che bisognava, s’impiegasser 15. m. Indiani il dì; e perciò si sospese l’opra. Governando D. Luys de Velasco nel 1607. sopravvenne un’altra grande inondazione (perche erano stati inutili i ripari fatti dal suo Predecessore) che quasi non sommerse la Città; onde cominciò a pensarsi un’altra volta al disague, già riputato impossibile; e si andò a riconoscere il luogo più volte dal V. Re, Audienza, Eletti dalla Città, ed Ecclesiastici, con Ingegnieri, ed altri pratici; a fine di trovare il più facile modo, di dar cammino all’acque. Dopo varie consulte fu deliberato, che l’istesso Avvocato fiscale, e la Città dovessero in iscritto suplicarne il V. Re. Questi adunque essendo andato di persona al luogo mentovato,


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