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perché i costumi indicano il quadro dipinto fra il 1420 e il 1430. Tali soggetti non erano allora così rari come può sembrare dai dipinti del tempo conservati; erano lavori d’occasione che si facevano su Bauli, Cassoni, Scudi ecc. e, fatte poche eccezioni, sono tutti andati perduti.

È appunto per il soggetto di genere e per la maniera colla quale esso viene rappresentato, che il piccolo dipinto acquista un’importanza che va molto al di là del suo scopo decorativo: esso infatti ci permette di gettare uno sguardo intimo nella vita di famiglia dei fiorentini e ne’ suoi rapporti colla vita pubblica, quale non ci aspetteremmo in Italia specialmente a quei tempi.

Nel concetto monumentale del soggetto ed in tutto il modo di esprimerlo si manifesta veramente l’Italiano, il grande Maestro che s’incontra al principio del Rinascimento.

Lo dimostra il paragone che può farsi col medesimo soggetto dipinto sopra un altro desco da parto appartenente alla collezione di Mad.e Edouard André di Parigi che, nonostante tutta la analogia, non dimostra altro che la fantasia di un mediocre pittore di una ventina di anni.

La pittura è quanto al luogo come al soggetto divisa in tre scene: la stanza del parto a destra, a sinistra i principali rappresentanti della città con i doni e, dinanzi a loro, i trombettieri e nel mezzo le donne che porgono i regali del parto alla sposa del Gonfaloniere. Vi é conservata con molta abilità l' unità della composizione