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dell'impero romano cap. lxxi. 325

Dei e degli Eroi, le ricche sculture di bronzo, o coperte di foglia d’oro o d’argento, furono prima del rimanente la preda della conquista, o del fanatismo, dell’avarizia de’ Barbari, o de’ Cristiani. Nelle enormi pietre di cui è costrutto il Colosseo scorgonsi molti forami, intorno a’ quali le due più verisimili congetture son le seguenti: 1. Che i filari superiori fossero congiunti agl’inferiori coll’opera di rampiconi di bronzo, e che, non essendo in appresso sfuggiti all’occhio della rapina, i Barbari non abbiano disdegnati anche questi men preziosi metalli1. 2. Essendosi per lungo tempo tenuta una fiera, o un mercato nell’arena del Colosseo, e un’antica descrizione di Roma facendo menzione di operai che nel Colosseo prendevano stanza, alcuni han preteso che gli stessi operai o scavassero, o ingrandissero que’ forami per introdurvi pezzi di legno ai quali si reggessero, le loro tende o bottegugge2. Maestoso, ad onta della semplicità cui venne ridotto, il Colosseo, eccitò il rispetto e lo stupore de’ pellegrini del Settentrione, il cui rozzo entusiasmo si manifestò con quei sublimi detti, divenuti proverbio, e nell’ottavo secolo raccolti ne’ suoi scritti dal venerabile Beda: „Rimarrà Roma fintantochè il Campidoglio rimanga in piedi. Quando cadrà il Colosseo, Roma cadrà, e quando

  1. Giuseppe Maria Suares, dotto Vescovo, al quale dobbiamo una Storia di Preneste, ha pubblicata una particolare dissertazione sulle sette, o otto cagioni probabili di questi forami, dissertazione ristampata indi nel Tesoro di Sallengro. Il Montfaucon nel Diarium (p. 233) decide che l’avidità de’ Barbari est una germanaque causa foraminum.
  2. Donato, Roma vetus et nova, p. 285.