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dell'impero romano cap. lxx. 277

veano i Romani per l’intervento di tanti stranieri, fu raddolcito dalla generosità di questi nel far cadere la nomina del Papa sopra un Italiano e Romano. Ottone Colonna, chiaro pel nome di sua famiglia e per meriti proprj, i voti del Conclave in sè radunò. Roma ravvisò con giubilo e sommessione il suo Sovrano nel più nobile de’ suoi figli. Lo Stato ecclesiastico trovò nella possente famiglia del Pontefice la sua difesa, e dal Regno dei Colonna incomincia l’epoca della dimora stabile posta dai Papi sul Vaticano1.

[A. D. 1417] Martino V (Ottone Colonna) revocò a sè il diritto di batter moneta, diritto goduto per tre secoli

    legazione de’ due Primati, ec.; nè venne posta in obblivione la testimonianza di Bartolomeo di Glanville (A. D. 1360) il quale non vedeva che quattro Regni nella Cristianità; 1. quel di Roma; 2. quel di Costantinopoli; 3. quel dell’Irlanda, passato negl’inglesi Monarchi; 4. quel della Spagna. Gl’Inglesi trionfarono ne’ Consigli; ma per vero dire aggiunsero grande peso alle loro fazioni le vittorie di Enrico V. Ser Roberto Wingfield, ambasciatore di Enrico VIII presso l’Imperatore Massimiliano I, trovò a Costanza le allegazioni d’entrambe le parti, e le fece stampare a Lovanio nel 1517. Vennero indi più correttamente pubblicate nella Raccolta di Vonder-Hardt (t. V), che si giovò di un manoscritto di Lipsia; ma non ho veduto che la compilazione di tali atti pubblicata dal Lenfant (Conc. de Const., t. II, p. 447-453; ec.).

  1. Un Ministro protestante, il sig. Lenfant, che abbandonando la Francia, si ritirò a Berlino, ha scritta con molta buona fede, diligenza ed eleganza, la Storia de’ tre successivi Concilj di Pisa, di Costanza e di Basilea, in sei volumi in 4. La parte men pregevole di quest’Opera è quanto si riferisce al Concilio di Basilea, la migliore, quella che tratta del Concilio di Costanza.