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dell'impero romano cap. lx 7

te1 doveano a loro avviso, arrogarsi il diritto di discutere le quistioni misteriose della teologica scienza. Ma questi Barbari, a lor volta, l’incostanza e le sottigliezze degli Orientali, autori di tutte le eresie, disprezzavano; e benedivano la propria ignoranza che di seguire con docilità la tradizione della Chiesa Appostolica si appagava. Ciò nulla meno nel settimo secolo, i Sinodi di Spagna, e quelli indi di Francia, portarono a miglior perfezione, o corruppero2 il Simbolo di Nicea intorno al mistero della terza persona della Trinità3. Nelle lunghe controversie dell’Oriente era stata scrupolosamente definita la natura e la generazione di Gesù Cristo; e i naturali modi

    sero in Ispagna intorno al principio del quarto secolo, si manifestarono anche nella Chiesa Occidentale, nel decimo secolo, altri errori, che sebbene repressi dalla forza dei Cattolici ricomparvero, e crebbero grandemente per opera de’ Protestanti, che li ridussero a sistema, e ad insegnamento metodico, e ne persuasero, malgrado le persecuzioni de’ Cattolici, prestamente intere nazioni d’Europa, siccome sappiamo. (Nota di N. N.).

  1. Ανδρες δυσσεβεις και αποτροποι, ανδρεε επ σκοτους, αναδυντες, της γαρ Ἐσπεριου μοιρας ύπηρχον γεννηματα, uomini empj ed abbominevoli, uomini emersi dalle tenebre, poichè sono razza delle regioni esperie, (Fozio Epistola, p. 47, edizione di Montacut). Il patriarca d’Oriente continua ad adoperare le immagini del tuono, de’ tremuoti, della grandine, precursori dell’Anticristo ec.
  2. Vedi la Nota di N. N. alla fine del presente Capitolo.
  3. Il Gesuita Petavio discute sul soggetto misterioso della processione del Santo Spirito e sul significato che esso presenta alla Storia, alla Teologia, alla controversia (Dogmata theologica, tom. II, lib. VII, p. 362-440).