Pagina:Gibbon - Storia della decadenza e rovina dell'Impero romano XI.djvu/439


dell'impero romano cap. lix 433

riverivano1. Molto minori della sua fama le imprese ne furono; perchè comunque di valor non mancasse, le qualità d’uom di Stato nell’indole del medesimo prevalevano. Stancatosi tostamente di sagrificare la salute e i proprj interessi sopra una sterile spiaggia, la presa d’Acri fu per lui segnale di ritirata. Ben lasciò per la difesa di Terra Santa, diecimila fanti e cinquecento uomini a cavallo, sotto il comando del Duca di Borgogna: ma non quindi il disonore di tal partenza perdonato gli venne. Il Re d’Inghilterra, benchè inferiore per dignità, superava in ricchezze e militar rinomanza il rivale2; e se un brutale e feroce valore bastasse all’essenza dell’eroismo, Riccardo Plantageneto avrebbe diritto a comparire fra i primarj eroi del suo secolo. Per lungo tempo, cara e gloriosa agl’Inglesi fu la ricordanza di Cuor-di-Leone; e sessant’anni dopo la sua morte, i pronipoti de’ Turchi e de’ Saracini da lui soggiogati, fin ne’ proverbj loro lo rammentarono con onore. Le madri della Sorìa si giovavano di un tal nome per fare star zitti i loro fanciulli; se un cavallo aombravasi, il cavaliere soleva, rampognando

  1. Magnus hic apud eos, interque reges eorum tum virtute, tum majestate eminens.... summus rerum arbiter (Bohadin, p. 159). Non sembra che questo Storico abbia conosciuti i nomi di Filippo o di Riccardo.
  2. Rex Angliae praestrenuus....... rege Gallorum minor apud eos censebatur, ratione regni atque dignitatis; sed tum divitiis florentior, tum bellica virtute multo erat celebrior (Bohadin, p. 161). È lecito ad uno straniero l’ammirare queste ricchezze; ma i nostri Storici avrebbero potuto raccontare a Boadino quali angherie, quali funeste depredazioni erano state usate per ammassarle.