Pagina:Gibbon - Storia della decadenza e rovina dell'Impero romano VIII.djvu/203


dell'impero romano cap. xliv. 199

codice fu onorato col nome di Giustiniano, e contrassegnato dalla Reale sua firma: se ne moltiplicarono autentiche copie dalla penna dei Notari e degli Scribi; queste furono trasmesse ai Magistrati delle Province d’Europa, d’Asia e poscia d’Affrica; e la legge dell’Impero fu proclamata alle porte delle Chiese nei giorni solenni di festa. [A. D. 530-533] Restava un’operazione più malagevole a farsi; ed era di estrarre lo spirito della giurisprudenza dalle decisioni, dalle congetture, dalle questioni e dalle dispute dei Legisti romani. Diciassette giureconsulti, aventi Triboniano per Capo, si posero, per comando dell’Imperatore ad esercitare una assoluta giurisdizione sopra le opere dei loro predecessori. Se in dieci anni avessero adempito i suoi comandi, Giustiniano potea rimaner soddisfatto della diligenza loro, e la rapida composizione del Digesto o delle Pandette1, in tre anni, può meritar lode o biasimo, secondo il merito dell’esecuzione. Essi scelsero nella libreria di Triboniano, i quaranta più eminenti Giuristi dei tempi anteriori2; ristrinsero due-

  1. Πανδεκται (Raccolta generale) era il titolo comune delle miscellanee greche (Plinio, Praef. ad Hist. nat.). I Digesta di Scevola, di Marcellino, e di Celso erano di già familiari ai legisti; ma Giustiniano s’ingannava prendendo queste due parole per sinonimi. La voce Pandectes è egli greca o latina, mascolina o femminina? Il laborioso Brenckmann non osa decidere quest’importante quistione (Hist. Pandect. p. 300-304).
  2. Angelo Poliziano (l. V, epist. ult.) enumera trentasette giureconsulti (p. 192-200) citati nelle Pandette. L’indice greco che segue il corpo delle Pandette ne conta trentanove; e lo instancabile Fabrizio ne ha ritrovati quaranta (Bibl. graec. t. III p. 488-502). Si dice che Antonio Augusto (De nominibus propriis, Pandect. apud. Ludewig, p. 283) ve ne ab-