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dell'impero romano cap. xli. 407

occhi prima ch’essi gustassero i frutti di quest’erronea politica. Dopo la sua morte si disputò lo scettro di Spagna con una guerra civile. Il Candidato più debole ricorse alla protezione di Giustiniano, ed ambiziosamente sottoscrisse un trattato d’alleanza, che profondamente ferì l’indipendenza e la felicità della sua Patria. [A. 550-620] Varie città sull’oceano e sul mediterraneo furon cedute alle truppe Romane, che in seguito ricusarono di rilasciar questi pegni per quanto sembra o di sicurezza o di pagamento; e siccome venivano rinforzate con continui sussidj dall’Affrica, mantennero le inespugnabili loro stazioni per il malizios’oggetto d’accendere le civili e religiose fazioni de’ Barbari. Passarono settant’anni prima che si potesse trarre questa penosa spina dal seno della Monarchia; e finattantochè gl’Imperatori ritennero una parte di que’ remoti ed inutili possessi, la loro vanità enumerò la Spagna nella lista delle loro Province, ed i successori d’Alarico fra’ loro Vassalli1.

[A. 534] L’errore de’ Goti, che regnavano in Italia, fu meno scusabile di quello de’ loro fratelli di Spagna, e la pena, che ne soffrirono, fu anche più immediata e terribile. Per causa d’una vendetta privata lasciarono che il più pericoloso loro nemico distruggesse il più pregevole alleato che avessero. Si era maritata una sorella del gran Teodorico a Trasimondo Re dell’Affrica2: in quest’occasione s’era consegnata a’ Van-

  1. Vedi la Cronica originale d’Isidoro, ed i libri V e VI dell’Istoria di Spagna del Mariana. I Romani furono finalmente cacciati da Suintila Re de’ Visigoti (l’anno 621, 626) dopo che si furon questi riuniti alla Chiesa Cattolica.
  2. Vedi il matrimonio, e il destino d’Amalafrida in Pro-